
Brand Forward
“Brand Forward: l’evoluzione dei brand, fra algoritmi e autenticità” è il terzo appuntamento sul Pop Branding dopo gli eventi di Milano e Torino.
Si terrà il prossimo 5 novembre presso la Bologna Business School dalle ore 18.00. Per iscriverti clicca qui.

Come di consueto, l’evento sarà una Conversazione Collaborativa. Di cosa parleremo? E con chi?
Partiamo dall’assunto canonico del Pop management: podcast, serie TV, reel e format digitali hanno ridefinito l’arena della comunicazione. In questo ecosistema iperconnesso, le aziende non competono più soltanto tra loro, ma con l’intero universo dell’intrattenimento per conquistare l’attenzione – e soprattutto il tempo – delle persone. È qui che prende forma la Pop Communication: una dimensione in cui il linguaggio del brand si fonde con quello della cultura, e dove l’impresa è chiamata non più solo a vendere, ma a produrre senso.
Oggi un marchio non si costruisce a colpi di campagne, ma attraverso narrazioni che sappiano ispirare, coinvolgere e attivare. Il pubblico non è più un bersaglio da raggiungere: è una comunità che partecipa, commenta, reinterpreta. Per questo, le aziende più consapevoli stanno passando da un modello di comunicazione “revocativo”, centrato sul messaggio, a uno “convocativo”, fondato sulla relazione (vedi 71 – LEADERSHIP POP. APOFATICA E CATAFATICA DELLA COMUNICAZIONE). Ogni interazione, dal punto vendita ai social, può diventare un momento di autentica Collaborazione Pop.
Ma in un contesto dove la tecnologia e in particolare l’intelligenza artificiale produce una quantità potenzialmente infinita di contenuti, emerge una domanda cruciale: come mantenere la centralità del fattore umano? La vera distintività non risiede più nella sola qualità del prodotto, ma nella capacità del brand di agire come curatore di cultura, di generare valore condiviso e followership consapevole.
Costruire un’identità oggi significa accettare la sua fluidità, riscrivere le regole a seconda dei contesti, raccontare le stesse storie in modi sempre nuovi. È nel “retelling” – nella capacità di rimettere in circolo i simboli, adattandoli alle sensibilità del momento – che un brand può diventare parte dell’immaginario collettivo (vedi su questo 91 – INNOVAZIONE POP. REMIX, RI-USO, RETELLING)
A partire da queste premesse, abbiamo posto cinque domande a responsabili marketing di imprese e organizzazioni molto diverse per natura e linguaggio – Unipol, BPER Banca, UNICEF, BASF e Bip Red – per esplorare come la comunicazione d’impresa possa trasformarsi in una nuova forma di cultura partecipata. Saranno loro gli animatori dell’evento del 5 novembre. Per continuare a leggere clicca qui.






