Come abbiamo visto nei Prolegomeni dedicati in particolare a Leadership Pop, Collaborazione Pop e Organizzazione Pop, l’approccio conviviale e convocativo è decisivo per lo sviluppo dei processi di co-creazione del valore affermatisi con l’avvento della Socialnomics[i] e più in generale di un mondo sempre più digitalizzato, virtualizzato, piattaformizzato e metaversalizzato (ovvero nell’era dei media digitali descritta da Vanni Codeluppi in Prolegomeni 10).
Tuttavia, c’è chi, come Ivan Pais (anche lei fra i partecipanti dell’imminente Digital Festival parmense), solleva ragionevoli dubbi[ii]: «Il 30 dicembre 2014 l’Economist metteva in copertina un rubinetto d’oro da cui sgorgavano autisti, medici, lavoratori domestici, manager, camerieri. L’immagine rappresentava in modo efficace la diffusione del lavoro a chiamata, con lavoratori a disposizione come l’acqua di rubinetto, che si apre e si chiude a piacimento. La diffusione del lavoro intermittente veniva attribuita alle piattaforme digitali che facilitano l’intermediazione tra domanda e offerta di lavoro e quell’articolo di copertina può essere considerato il punto di avvio di un dibattito pubblico e accademico molto vivace sul cosiddetto lavoro di piattaforma.
A dieci anni di distanza, la riflessione su questo fenomeno è a un punto di svolta: se per tanto tempo l’attenzione è stata rivolta alle “aziende piattaforma” (come Uber, Glovo, Amazon, Upwork, eccetera) ora è sempre più evidente che il lavoro di piattaforma non è un settore ma è un modello organizzativo, che può essere adottato da tutte le aziende.
Si sta riproponendo quanto avvenuto con innovazioni precedenti: nel 1913 Henry Ford implementò la catena di montaggio, adottando i principi di organizzazione scientifica del lavoro identificati da Frederick Winslow Taylor.
Le teorie di ottimizzazione e le pratiche di produzione di massa promosse dal taylor-fordismo hanno poi trovato applicazione fuori dal settore automobilistico, hanno trasformato l’industria moderna e hanno interessato anche il settore dei servizi».
Il management algoritmico
Quali sono dunque le caratteristiche del modello organizzativo introdotto dalle aziende piattaforma?
Un primo elemento distintivo è il management algoritmico, che è stato definito dalla Commissione europea come «l’uso di procedure programmate al computer per il coordinamento dell’input di lavoro in un’organizzazione».
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