Marco Minghetti

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Pop Management19 Maggio 2026

Il Prolegomeno 186, curato da Valentina Diara, esplora come il storytelling pop possa essere utilizzato nei musei scientifici per facilitare l'apprendimento, in particolare per i bambini. Prendendo spunto dalla riscrittura della favola di "Cappuccetto Rosso", l'autrice dimostra come una narrazione coinvolgente possa trasformare la visita museale in un'esperienza performativa e multisensoriale. Questo approccio pedagogico, che fonde elementi della cultura popolare con la rigorosità scientifica, mira a stimolare la curiosità, l'immaginazione e la comprensione critica del patrimonio museale.

Pop Management15 Maggio 2026

l Prolegomeno 185 affronta la domanda che precede ogni decisione tecnica sull'impresa agentica: chi agisce davvero quando un sistema artificiale decide al posto dell'organizzazione? La tesi centrale è che la delega senza dichiarazione dei criteri è abdicazione — non efficienza. Quando un'organizzazione affida decisioni operative a sistemi agentici senza aver formulato i criteri che quei sistemi devono incarnare, quei criteri vengono ereditati dal vendor, dal dataset, dai default tecnici: la governance si sposta fuori dall'organizzazione senza che nessuno l'abbia autorizzato. Il testo sviluppa questa tesi su sei piani. Il linguaggio: dare un nome al fenomeno è già atto di governo, e il termine "impresa agentica" rischia di mostrare l'agente nascondendo l'organizzazione che ne risponde. La delega: la letteratura sull'algorithmic management — Stark e Vanden Broeck, Zhang e colleghi, Jarrahi e colleghi — mostra che l'abdicazione non produce un vuoto di responsabilità, ma una responsabilità deviata verso chi ha meno potere di contestarla. Il design: le soglie, i default, i workflow e le assenze di spiegazione non vengono dopo la governance, sono il luogo in cui la governance prende forma concreta o svanisce. La cultura: gli agenti amplificano la cultura che trovano, e un'organizzazione che installa sistemi ambigui in una cultura ambigua non diagnostica un rischio, lo incorpora nel sistema. L'orchestrazione multi-agente: in un ecosistema di agenti, le ottimizzazioni locali si condizionano a vicenda e producono esiti che nessun agente singolo avrebbe generato, rendendo necessaria una governance distribuita su tre livelli — principi, politiche, pratiche. La fiducia: non è una variabile soft, ma un'infrastruttura che richiede calibrazione continua tra autonomia concessa al sistema e verifica esercitata dalle persone. La conclusione riprende la domanda iniziale: quale parte di noi stiamo consegnando al sistema? La risposta non può venire dal vendor né dal framework. Deve venire dall'organizzazione che accetta di esporsi.

Pop Management12 Maggio 2026

L’Hypermedia Platfirm trasforma l’impresa da soggetto che comunica a fonte riconoscibile nell’Infosfera, capace di tenere insieme capitale semantico, esperienza vissuta e narrazione di senso. Manuela Ronchi individua nella grammatica narrativa — codici lessicali, strutturali e rituali — l’infrastruttura che rende possibile questa coerenza senza ridurla a ripetizione. Il criterio decisivo è la migrazione: quando quei codici vengono adottati spontaneamente da clienti, partner, collaboratori e media, l’impresa smette di cercare visibilità e comincia a generare fiducia.

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