Prolegomeni al Manifesto del Pop Management 141: La Quinta Era Mediatica è guidata dal Pop Manager

L’Ascai Media Trends 2025

Il percorso seguito nella definizione del Manifesto del Pop Management ha fissato il suo avvio in coincidenza con l’affondamento del Titanic, simbolo  dei modelli organizzativi e di leadership che ritenevamo naufragati ma che ancora oggi, sotto mentite spoglie, continuano a navigare (vedi 1 – DALLO HUMANISTIC AL POP MANAGEMENT).

Questo gesto programmatico di “Fuga dal Passato” coincide con la premessa del rapporto ASCAI MEDIA TRENDS 2025: STRUMENTI AL BIVIO TRA UMANO E ARTIFICIALE  curato da Gianfranco Valleriani e Maurizio Inclettolli, che sancisce la necessità di dotarsi di una nuova Mappa per orientarsi nel Labirinto dell’incertezza contemporanea (vedi 4 – WHICH WAY, WHICH WAY?).

Questo “superamento della tradizione”, secondo il Rapporto Ascai, è avvenuto attraverso quattro fasi storiche, prima di giungere all’attuale bivio:

  1. Il Vecchio Magazine (Inizio ‘900): Nato come semplice vetrina di prodotto, divenne nel tempo uno “strumento di alto valore culturale”, capace di migliorare le conoscenze e favorire il “senso di appartenenza delle persone all’azienda nella lunga epoca postindustriale” (es. ‘Civiltà delle macchine’).
  2. Le Prime Sperimentazioni Massmediatiche (Anni ’70): Notiziari telefonici e pionieristici audiovisivi (‘Telebramma’), che puntarono sull’”accelerazione della circolarità delle informazioni e su una più alta capacità di coinvolgimento”.
  3. L’Avvento del Web e del Digitale: Ha dato vita alla grande rivoluzione del “giornalismo partecipato”, dove “tutti diventano redattori”, concorrendo a un “affievolimento progressivo di un confine già labile tra comunicazione esterna e interna”.
  4. La Discesa in Campo dei Social Media (Inizio Secolo): Ha aggiunto alla libera creazione di contenuti la parola magica della “condivisione”, facilitando la creazione di connessioni sociali con alto valore aggiunto per il sistema di relazioni interne alle aziende.

Oggi siamo entrati in quella che ASCAI definisce la “quinta era mediatica”, innescata dall’intelligenza artificiale. L’impatto di questo “step tecnologico” è più dirompente di quanto non sia avvenuto nelle fasi precedenti, preannunciando un ” cambiamento radicale ” che richiede ai comunicatori un “allineamento tecnico-professionale da raggiungere in tempi che appaiono già fin troppo stretti”. Per inciso: nell’elaborare un’immagine per il post Gemini ha trasformato “mediatica” in “medietica”. Mi è sembrato geniale!

Per continuare a leggere clicca qui.

MarcoMinghetti.com
Sto caricando l’articolo successivo...
Segui
Cerca
Scelti per te
Sto caricando...

Accesso in corso (3 secondi...)

Registrazione in corso (3 secondi...)