Se fosse possibile ottenere un‘anteprima dell’ispezione del lavoro che sfrutti le nuove tecnologie e i social network, una sorta di “ispezione del lavoro 2.0”, scopriremmo che l’ispettore, iPad alla mano, entra in azienda, ascolta i lavoratori presenti e ne verifica la regolare occupazione accedendo istantaneamente a tutte le banche dati occorrenti (e quindi enti previdenziali, ma anche Agenzia delle Entrate e Camera di Commercio). Quindi, acquisite via Skype informazioni sull’attività svolta e sulla gestione del personale dal responsabile aziendale o dal consulente del lavoro, redige ed invia on line il verbale di primo accesso. Rientrato in ufficio, svolge ulteriori accertamenti, “convocando” via mail i lavoratori cessati o non presenti al momento dell’accesso e sentendoli via Skype: quindi, redatto il verbale di conclusione degli accertamenti, ne anticipa via Twitter, con un messaggio privato al responsabile aziendale, la notifica tramite casella di posta elettronica certificata.






