Mentre si avvicina la giornata inaugurale del Digital Festival di Torino, interamente dedicata a quella che abbiamo chiamato in questo blog “la primavera delle social hr”, appaiono sempre più frequentemente in rete post dedicati ad un tema centrale per chi è impegnato nella trasformazione dell’azienda in una social organization ispirata ai valori dell’intelligenza collaborativa: i numerosi fallimenti nell’istituzione e soprattutto nel mantenimento delle community online. Troppo spesso capita infatti che all’entusiasmo iniziale, subentri la disillusione per il mancato ingaggio (“Engagement”) dei membri che dovrebbero dare loro vita.
Significativo appare dunque, in questo quadro, un recente rapporto di Forrester (Understand Communication Channel Needs To Craft Your Customer Service Strategy, March 2013) dove si afferma che “le comunità on-line e Twitter hanno visto un aumento dei tassi di utilizzo negli ultimi tre anni. Tuttavia, la soddisfazione rimane bassa per questi canali, perchè le aziende non hanno investito in buone pratiche per la gestione delle interazioni su questi canali “. Ed è proprio questo il punto, che interessa moltissimo anche chi si occupa di avviare e mantenere delle learning community all’interno delle organizzazioni. Vale dunque la pena di riprendere e commentare in chiave di Social HR i suggerimenti proposti da Vanessa Di Mauro in un post pubblicato qualche giorno fa su Social Media Today. Continua a leggere






