Di cosa parliamo quando parliamo di #Engagement

HaringChe la nuova frontiera per le imprese sia la social organization è una convinzione ormai sempre più diffusa. I recenti dati pubblicati da McKinsey sono impressionanti: secondo il report The social economy: Unlocking value and productivity through social technologies, lo sviluppo di nuovi modelli di Enterprise 2.0 potrebbe generare un valore compreso tra 900 e 1.300 miliardi di dollari. Non stupisce quindi che anche in Italia l’interesse per il management 2.0 stia crescendo. Tutto però rischia di arenarsi su una questione essenziale: le community, su cui è incentrato il modello di Enterprise 2.0, funzionano solo se si riesce a generare nei membri di ognuna di esse e nella community aziendale complessiva (intesa come rete di learning community) un livello sufficiente di “Engagement”, termine inglese che in prima battuta potremmo tradurre con “coinvolgimento attivo e appassionato”. Solo in prima battuta, però; perchè dietro a questa apparentemente semplice paroletta si cela un groviglio di elementi estremamente complessi, di cui è bene avere almeno un livello minimo di consapevolezza. Un recente studio inglese ci offre l’occasione per affrontare questo tema in maniera articolata.

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