Prolegomeni al Manifesto del Pop Management 68 – Sensemaking Pop. Opinion Piece di Stefano Magni

Stefano Magni è un innovation manager.

Ha legato la sua carriera professionale al mondo aziendale, ricoprendo incarichi di responsabilità all’interno di diverse organizzazioni multinazionali/PMI.

Un figlio curioso dello Humanistic Management, convinto che Humanities sia davvero parola chiave, da declinarsi in modo Pop: per farvi perno nello stanare e gestire percorsi di sensemaking ed engagement, attraverso quella “filosofia di margine” cui spesso torno nel suo impegno quotidiano tra persone e” techne”.

IL SENSEMAKING: TRA “STORIE” MITICHE E FILOSOFIA DI MARGINE

Stefano Magni

POP MANAGEMENT: APERTURA, TRANSITI E SPECCHI

Se il Pop management vive nell’istanza di apertura verso l’altro da sé[1]  – come evidenzia chiaramente Marco in Prolegomeni 7 parlando di leadership – è alle terre di frontiera, ai luoghi liminali e di transito che dobbiamo puntare, per attivare quella trasversalità essenziale al Pop per contaminare e vivificare.

“Contagiando e contattando, advocando” con quella magnetica capacità che le stelle hanno di orientare nel percorso, chiamando nei “de-sider(i)a” che dicono della nostra lontananza da esse.

Accettando la sfida di uno sguardo bieco e straniante, che non rifugga dalla doppiezza e dal perturbante: sapendo quanto ambivalenza ed ambiguità – a strutturare le condizioni psichiche segnate dall’eccedenza – siano prossime pure alla meraviglia, come sia Freud che Aristotele rimarcano (come anche Lewis Carroll, Ndr).

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MarcoMinghetti.com
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