Gian Luca Bottini è un esploratore di linguaggi. Appassionato di alfabeti, tipografia, arte, psicologia, immagini, “BrandEtica” e di tutto ciò che non è convenzionale. Crede fermamente che ci sia sempre un altro modo migliore di fare le cose e ha un’irresistibile tentazione: (s)combinare le regole.
Affascinato dalle idee adora prendere il mondo come lo si conosce e provare a rivoltarlo per mostrarlo da un’altra angolatura.
Ama guidare progetti “a copia unica” per marche che desiderino diventare “buoni antenati”.
Gian Luca Bottini
Le idee racchiuse in sé stesse s’inaridiscono e si spengono. Se circolano e si mescolano, allora vivono e fanno vivere, si alimentano le une con le altre e contribuiscono alla vita comune, alla cultura”. (G. Zagrebelsky)
Mi piace pensarla così, con le parole di Zagrebelsky, l’essenza e il pensiero del Manifesto sul nuovo Pop Management proposto da Marco Minghetti[1].
Un luogo, un gusto che ha la consapevolezza di progettare per “l’altro” come fosse un buon antenato [2], traguardando oltre la contemporaneità con un’“Intelligenza Intertempo” riconoscendo che le azioni presenti sono influenzate dal passato e influenzeranno il futuro. Un viaggiatore del tempo appunto, che attinge insegnamenti dal passato per agire consapevolmente nel presente proponendo ponti verso un “futuro immaginifico”. Una persona che ha cura delle parole in quanto specchio della dell’anima e della nostra personale realtà: la realtà…
Per continuare a leggere clicca qui.






