La vecchiaia emerge come una fase vitale capace di desiderio, creatività e progetto, purché società e organizzazioni ne riconoscano il valore biologico, culturale e relazionale. Brain age, gemelli digitali e sistemi di compagnia aprono nuove possibilità di prevenzione e cura, insieme a rischi di classificazione, dipendenza e riduzione della persona a previsione algoritmica. La sfida consiste nel difendere la sovranità biografica dell’anziano, affidando alla tecnologia il compito di ampliare autonomia, relazioni e libertà di scegliere l’ultimo tratto della propria vita.











