Cominciamo oggi una collaborazione con Science For Peace and Health, un progetto di Fondazione Umberto Veronesi nato su iniziativa del Professore nel 2009 per sottolineare che la scienza può – e deve – contribuire, con azioni concrete, al raggiungimento della convivenza pacifica e del benessere dell’umanità. Il movimento e la Conferenza annuale vedono il sostegno di protagonisti del mondo della scienza, della cultura, dell’economia, fra cui 16 premi Nobel. La Conferenza, nello specifico, è un dibattito internazionale che quest’anno si svolgerà dal 10 al 13 novembre in partnership con l’Università Bocconi, per analizzare le cause all’origine dei conflitti e proporre soluzioni concrete per il loro superamento. Con due obiettivi di altissimo respiro, condivisi dai protagonisti della scienza, della cultura, dell’economia che vi hanno aderito: diffondere una cultura di pace – soprattutto fra i giovani – e favorire maggiori investimenti in ricerca scientifica, obiettivo culminato quest’anno con la stesura dell’Appello rivolto alle Istituzioni italiane per aumentare gli investimenti nella ricerca scientifica passando, nei prossimi 5 anni, dall’1,43% al 3% del PIL, livello di investimenti caldeggiato dall’Unione europea.
Nel 2020, giunta alla sua dodicesima edizione, la conferenza si è rinnovata nel nome: mantenendo l’idea di fondo che ha fatto nascere il progetto, la centralità della salute come condizione necessaria per la prosperità di tutti è stata posta in evidenza anche nel titolo che è diventato Science for Peace and Health. Nel decennio 2009 – 2019, la Conferenza ha ospitato 23 Premi Nobel per un totale di oltre 427 relatori provenienti da 36 paesi diversi con oltre 33.000 partecipanti, di cui 19.509 studenti. Per questi motivi le Conversazioni che iniziano oggi saranno connotate dall’hashtag #S4PH (Science for Peace & Health).
Inauguriamo il percorso con Fondazione Veronesi approfondendo una questione fondamentale per il futuro dell’umanità: il cambiamento climatico. Lo facciamo guardando al problema da un punto di vista particolare: il possibile impatto della tecnologia denominata “gene editing”.
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