
ALGORHYTM
“Algorhytm: l’espressione – dicevamo in La #DigitalDisruption in 5 parole chiave – vuole richiamare l’attenzione sul ruolo di dati e algoritmi nel ritmare le attività di produzione di senso e di presa di decisioni di organizzazioni, mercati e individui. In altre parole, sul fatto che i dati sono la nostra ultima, definitiva interfaccia col mondo.
Con questo si intende dire che la nostra relazione con la realtà (come consumatori, dipendenti, cittadini), storicamente fondata sull’esperienza, sul senso comune, sull’intuizione, sui sensi o sulla sola intelligenza umana oppure, ancora, su ricerche qualitative o parzialmente quantitative, sempre più verrà, invece, mediata dalla produzione e circolazione di dati e di algoritmi che costruiranno le nostre visioni del mondo e ci guideranno nelle nostre azioni dentro il mondo (che siano le mappe digitali che consultiamo per muoverci o le dashboard collaborative degli enterprise social network).
Ecco perchè è decisivo concentrarsi su Social Analytics e Big Data. L’organizzazione connessa e collaborativa genera una grande quantità di dati, sia internamente che nella sua relazione con l’ecosistema. E’ cruciale per l’azienda disegnare e implementare processi analitici e predittivi di data management. In questo modo, è possibile trarre valore da questo grande ammontare di informazione, dalla velocità con cui esso viene aggiornato e dalla varietà di fonti che lo produce, e di generare visualizzazioni in grado di orientare le decisioni di business”.
In questo quadro, l’adozione pervasiva e consapevole di soluzioni Analytics avanzate, la capacità di sviluppare modelli in grado di identificare i pattern nascosti nei dati, di rappresentare e modellizzare in ottica predittiva la realtà in contesti sempre più eterogenei e dinamici richiedono un processo di maturazione complessivo dell’azienda. Questo porta le organizzazioni ad un percorso di evoluzione, un vero Big Data Journey, verso un approccio Big Data integrato, che prevede una pianificazione strategica con una visione di lungo periodo, la ricerca di competenze e modelli di governance innovativi, nuovi approcci tecnologici e modalità di gestione dei dati.
Le organizzazioni hanno compreso l’importanza di estrarre insight dai dati e hanno iniziato questo percorso di cambiamento, sebbene la maggioranza delle imprese oggi siano ancora lontane dall’avere una strategia di business data driven. Persino in un contesto che rimane purtroppo mediamente lontano dall’innovazione tecnologica come la funzione HR, si stanno affermando sistemi per l’emersione dei talenti fondati sui Big Data.
Una conferma di questo scenario la offrono anche le attività dell’Osservatorio Big Data Analytics & Business Intelligence – promosso dalla School of management del Politecnico di Milano – che vuole monitorare il valore strategico che le metodologie di Analytics svolgono nelle imprese e nella pubblica amministrazione, stimandone il mercato e mettendo in luce i potenziali vantaggi relativi alla competitività, alla redditività, alla tempestività e all’aumento di efficacia nei processi decisionali.






