Parrà strano che uno statistico che si è occupato nella sua carriera soprattutto di Pubblica Amministrazione (e in particolar modo di Sanità) sia stato tra i principali promotori di un evento / community rivolto a manager e imprenditori come Biennale Innovazione. Ma strano non è. E le ragioni sono molteplici.
Di contesto: non si può oggi pensare a settori pubblici come in contrapposizione al mondo delle aziende e, se si pensa anche agli scenari proposti da Giulia Ceriani
, gran parte degli aspetti evolutivi del contesto in cui si trovano ad operare le aziende coinvolgono settori pubblici. Stefano Campostrini, ordinario di Statistica Sociale e Sanitaria, è fra gli studiosi più profondamente convinti (e lo ha reso evidente in molti suoi scritti e manifestazioni pubbliche) che senza profonde innovazioni operate proprio in alcuni settori pubblici, difficilmente le innovazioni, anche quelle che avvengono quasi esclusivamente nelle aziende, potranno affermarsi e svilupparsi.
Personali: una persona che ha dedicato la sua vita alla ricerca non può che essere un sostenitore dell’innovazione. Senza ricerca non c’è innovazione, senza innovazione non c’è ricerca. Il binomio è stretto.






