Abbiamo concluso il post precedente – La dittatura dello Standard e il Nonsenso di Alice (Alice Annotata 17b) – ricordando “la fiduciosa apertura della nostra Alice metamorfica, hacker, sensemaker, verso le diversità, la sua continua esplorazione delle infinite possibilità del mondo, la sua ricerca di un senso insensato che si costituisce muovendosi in un continuo caleidoscopico gioco di spostamento del futuro rispetto al passato, dello sfondo rispetto alla figura, del testo rispetto al contesto”. Lo stesso principio vale per quella particolare figura che è l’identità individuale (molteplice e impermanente) e quel particolare contesto che è il contesto sociale ovvero, nota Weick usando un’immagine chiave del mondo carrolliano, “lo specchio di fronte al quale gli individui abbelliscono, valutano e adattano il sé che agisce, interpreta e si assume impegni”.[i]
Si capisce dunque perché, tornando alla nostra lettura del secondo capitolo delWonderland, Alice disambientata, direbbe Celati (decontestualizzata, direbbe Sini, disorientata direbbe McLuhan) e “stanca di essere sola” non si lascia sfuggire l’occasione di conversare con la prima creatura in cui si imbatte nuotando nel suo stesso mare di lacrime: un Topo. Non è una scelta semplice. L’Istituzione Totale da cui proviene (“un ambiente monolitico, singolare, stabilito, esistente in maniera distaccata dalle persone”[ii]) non la ha mai incoraggiata al dialogo con i portatori del virus della Diversità. Parlare con un Topo? Nonsense! Ma nel Mondo Vitale di Wonderland le cose sembrano andare diversamente e così la bambina si fa coraggio: “Would it be of any use, now,’ thought Alice, `to speak to this mouse? Everything is so out-of-the-way down here, that I should think very likely it can talk: at any rate, there’s no harm in trying.”
Presa la decisione fondamentale di aprire al Diverso, allo Strano, al Curioso, al Meraviglioso, già in questo tentativo, il primo di una lunga serie, la bambina comincia a conoscere le difficoltà inerenti al processo di sensemaking.
Sviluppiamo il discorso nel nuovo post pubblicato oggi su Nova100 e sulla pagina Facebook di Alice Annotata.






