Prolegomeni al Manifesto del Pop Management 122. Opinion Piece di Giacomo Grassi

Il prossimo Quiz della serie Che Pop manager sei?, disponibile da giovedì prossimo, indagherà la natura del profilo popmanageriale Innovatore/Innovatrice (ricordo che sono già disponibili quelli relativi ai Profili Empatica/EmpaticoEstetaVisionario/Visionaria): non potrebbe esserci modo migliore per prepararsi alla sfida della lettura di oggi, un Prolegomeno brillante e provocatorio.

Giacomo Grassi, Dirigente INPS operante nell’Area Digital Processes e UX Design, esperto di innovazione digitale e trasformazione utente-centrica, smonta il mito della collaborazione come valore assoluto nei progetti di innovazione. Attraverso esempi concreti e un modello originale — ALCO (Allineamento e Competizione) — l’Autore mostra come collaborare non sia sempre utile, e anzi possa ostacolare il cambiamento se non è ben progettato.

La collaborazione, sostiene Grassi, è uno strumento, non un dogma. Serve giudizio, contesto e leadership per decidere quando, con chi e perché collaborare.

Un contributo lucido e attuale al dibattito sull’innovazione, in linea con lo spirito critico e narrativo del Pop Management, scritto da un Pop Opinionist che così descrive: «Lavoro da anni per introdurre pratiche e processi di User Experience in grandi organizzazioni, dal fashion alla PA passando per le telco. In INPS, dove ho guidato il progetto Sirio (design system) e il rebranding dell’istituto, mi occupo di trasformazione digitale orientata all’utente e di adozione e governance dell’intelligenza artificiale nei servizi pubblici».

Collaborare per innovare? Sì perché serve, non perché si deve

Giacomo Grassi

La lavagna è piena di post-it colorati. Al centro del tavolo, cartelloni pieni di annotazioni, pennarelli sfiniti, borracce variopinte ormai prosciugate. È il terzo workshop sul nuovo servizio. L’obiettivo della giornata: “convergere” tutti sul concept. Ma qualcosa non gira.

Il manager facilita. Sorride, annuisce, rilancia le domande agli altri. Non prende posizione su nulla. “L’importante è che ci sentiamo tutti ascoltati”, ripete, per la terza volta in mezz’ora. Nessuno capisce più bene qual è la domanda, ma tutti si sentono legittimati a rispondere.

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MarcoMinghetti.com
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