Innovatore/Innovatrice: il Quiz
Dopo i Quiz dedicati ai Profili Pop:
Visionario/Visionaria in Prolegomeni 119,
Empatica/Empatico in Prolegomeni 121,
ne propongo oggi uno dedicato al profilo Innovatore/Innovatrice, su cui ci si può esercitare cliccando su questo link e rispondendo alle 10 domande previste.
Come icone Pop del test ho scelto Steve Jobs e Madonna. Scelte quasi scontate, ma vale la pena di ricapitolare i motivi che fanno di loro vere icone Pop.
Steve Jobs
Visione rivoluzionaria. Jobs non si è limitato a migliorare ciò che esisteva: ha reinventato interi settori, dall’informatica alla musica, dalla telefonia al design industriale.
Pensiero laterale e anticonvenzionale. Il suo celebre motto “Think Different” è quasi un manifesto dell’Innovatore. Jobs ha sempre cercato soluzioni fuori dagli schemi, sfidando le convenzioni del mercato e della tecnologia.
Estetica e funzionalità unite. Anche se l’Esteta e l’Innovatore sono profili distinti, Jobs ha saputo coniugare bellezza e innovazione, rendendo l’esperienza utente un elemento centrale del prodotto.
Leadership carismatica e ispiratrice. L’Innovatore non è solo un creativo solitario: è spesso un trascinatore, capace di coinvolgere e motivare team interi verso una visione nuova. Jobs era noto per la sua capacità di ispirare e pretendere il massimo.
Cultura del rischio e del fallimento. Jobs è stato anche un esempio di resilienza: licenziato dalla sua stessa azienda, ha saputo reinventarsi con NeXT e Pixar, per poi tornare in Apple e guidarla verso una nuova era.
Madonna
Reinvenzione continua. Madonna ha fatto dell’innovazione identitaria la sua cifra stilistica. Come un vero Pop Manager, ha saputo reinventarsi in ogni decade, anticipando mode, linguaggi e sensibilità culturali. Ogni sua trasformazione è stata una forma di storytelling strategico.
Transmedialità e contaminazione. Ha attraversato musica, cinema, moda, arte e attivismo, costruendo un ecosistema narrativo coerente e multicanale. È un esempio vivente di creatività transmediale, uno dei tratti distintivi dell’Innovatore.
Intelligenza collaborativa. Madonna ha sempre saputo circondarsi di talenti, valorizzando coreografi, registi, designer, musicisti. Come un vero leader convocativo, ha saputo attivare reti creative e farle convergere in progetti iconici.
Visione anticipatrice. Ha portato temi come la sessualità, la religione e l’identità queer nel mainstream prima che fosse “accettabile”. Ha rotto tabù con grazia e provocazione, incarnando l’idea di innovazione culturale.
Etica relazionale e provocazione consapevole. Madonna ha sempre usato la sua voce per stimolare il dibattito, anche a costo di essere controversa. La sua innovazione non è mai stata neutra: è sempre stata posizionata, politica, relazionale.
In sintesi
Se Steve Jobs ha innovato il modo in cui usiamo la tecnologia, Madonna ha innovato il modo in cui costruiamo e raccontiamo la nostra identità. È un’architetta di senso, una designer di immaginari collettivi, una manager della trasformazione culturale. In questo senso, è una figura perfettamente coerente con il profilo dell’Innovatore nel Pop Management.
Librare
Per elaborare le 10 domande del Quiz ho ripreso in mano la serie di post Da leggere a librare.
Se il libro diventa un librare – 10 conversazioni sul futuro del libro: questo il titolo/quesito/ipotesi al centro dei ragionamenti condotti su cos’è oggi e cosa sarà domani il libro, attraverso dieci Conversazioni metadisciplinari con scrittori, editori, agenti, esperti pubblicate sul blog di NOVA100-Il Sole 24 Ore in collaborazione con AIE (Associazione Italiana Editori, il cui attuale Presidente Vincenzo Cipolletta, ha fra l’altro partecipato alla scrittura del romanzo collaborativo Le Aziende InVisibili – la sua Fillide, trasfigurata nel discorso di Bill. H. Fordgates Jr. nell’Episodio n. 75, è una azienda – scrive – “che esiste solo quando serve, non occupa spazi e si avvale di tutto quello che altri hanno accumulato. È un’azienda ideale per un imprenditore che vuole restare libero e che ricerca il massimo della flessibilità. È un’azienda irresponsabile che vorrebbe replicare il modo di operare di un artista, solitario nel concepire l’opera e legato ad altri nel realizzarla. Come gli stilisti della moda o i disegnatori industriali che nella loro mente elaborano mondi e visioni da realizzare senza per questo rimanere vincolati a essi. Non esiste e non esisterà mai in questo modo: resta un’utopia”.
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