Il dipendente come lettore
Nel percorso che ha condotto dallo Humanistic al Pop Management, una dimostrazione concreta della potenza dell’Intelligenza Collaborativa è stata offerta dal progetto Librare[i]: «Nel regno digitale immateriale», scrive Kevin Kelly, «dove nulla è statico o fisso, tutto è in divenire, anche il libro diventa un librare, evolvendo da cartaceo a digitale, confrontandosi con altri sistemi di comunicazione e apprendimento».
Se il libro diventa un librare: questo il titolo/quesito/ipotesi che ha guidato una sessantina di scrittori, editori, agenti, esperti nella seconda metà del 2020 in un viaggio su cosa è stato, cos’è oggi e cosa sarà domani il libro, attraverso dieci Conversazioni metadisciplinari pubblicate online.
Per orientarci in questo cammino abbiamo scelto la rilettura di tre testi visionari: uno del passato, Alice nel Paese delle meraviglie, riprendendo alcune riflessioni sviluppate nell’ambito del progetto Alice Postmoderna; uno del presente, L’inevitabile, scritto dal cofondatore di Wired Kevin Kelly[ii]; uno del futuro, il romanzo Ariminum Circus in corso di scrittura (con diverse versioni provvisorie e alternative presenti su Typee[iii] e Wattpad)[iv], firmato con lo pseudonimo di Federico D. Fellini. Il progetto è stato illustrato da Marcello Minghetti, autore anche delle meravigliose figure di Ariminum Circus Stagione 1, che vedrà la luce nel marzo 2024. L’ebook Dal libro analogico agli ecosistemi digitali, sintesi del progetto #Librare è scaricabile gratuitamente dal sito dell’AIE, Associazione degli editori italiani[v]. La scelta di usare questo formato per veicolare i ricchissimi contenuti originati dalle dieci Conversazioni non è casuale.
L’ebook è solo il vertice di un vastissimo iceberg. Format nuovi nascono ogni giorno grazie alla tecnologia, che disgrega quelli tradizionali (l’articolo di giornale, la sitcom tv di mezz’ora, la canzone di quattro minuti), ricombinandone gli elementi in modi che verranno a loro volta disgregati e ricomposti: una tempesta di tweet, un romanzo collaborativo scritto a più mani su Facebook, una sceneggiatura prodotta da un’Intelligenza Artificiale, sostiene Kelly. Nell’attuale era della convergenza e della ri- mediazione, il testo, qualsiasi forma strutturata assuma per ottenere una particolare sequenza di scopi comunicativi, non può più essere concepito solo come un oggetto chiuso e statico, ma come un modello aperto a inevitabili evoluzioni e contaminazioni, riassume Paolo Del Brocco[vi].
In questa direzione era già andato l’esperimento dei Racconti Invernali da Spiaggia[vii] (2014), evoluzione del Progetto Winter Beach Tales[viii], originalmente pensato come app per Instagram: un “Wikiromance in Instagrammi”. Una modalità di storytelling transmediale che rappresenta l’evoluzione di miei precedenti tentativi di utilizzare per finalità narrative le nuove forme di comunicazione web based: il Blogromance (con La caccia di Arthur Cab[ix]), la Web Opera, il social learning multicanale (Alice Postmoderna).
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