Riprendiamo la nostra navigazione verso le colonne d’Ercole del Pop Management assumendo di nuovo la “liquidità” già postmoderna del punto di vista sul mondo di Alice (cfr. Prolegomeni 21). Una caratteristica colta fin dagli anni Trenta da Walter de La Mare, che, rileggendo il capitolo 5 di Attraverso lo Specchio «porta come esempio la fluidità delle ripetute transizioni nell’Episodio Lana e acqua, in una “serena e seducente discontinuità”». Il poeta britannico sottolinea inoltre come quella in cui si muove Alice sia la stessa liquidità eraclitea delle nuvole di Amleto (su cui ironizza Flaubert in un passaggio di Bouvard e Pécuchet, i due sconclusionati rappresentanti dell’umana bêtise accumunati in Ariminum Circus Stagione 1 al Roc e al JubJub: «Il JubJub era il compagno di bevute del Roc fin da quando i due uccelli dalla testa umana avevano imparato a volare. Erano inseparabili: come Bouvard e Pécuchet, Stanlio e Ollio, Vladimiro ed Estragone, Jagger e Richards, Wile E. Coyote e Beep Beep. Gli ariminensi li chiamavano Muninn e Huginn – due modi fra i tanti per indicare la Memoria e il Pensiero nel gergo di Ariminum: Mnemosùne e Logos, Clio e Verbum, Storage e Thinking, Ricùrd e Pinsìr…»).
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