Prolegomeni al Manifesto del Pop Management 29 – Un punto nave

(On air: Il rock di Capitan Uncino)

Tutti sul ponte per un rapido punto nave!

Ci siamo? Bene, procediamo con ordine.

La navigazione di questo blog verso la terra incognita del Pop Management è iniziata il 15 Aprile, in coincidenza con la data dell’affondamento del Titanic (una buona metafora dell’organizzazione tradizionale, “scientifica”, del lavoro, i cui epigoni stanno danzando il loro ultimo giro di valzer – almeno si spera).

Abbiamo tracciato la nostra rotta sulle base di un’intuizione: «oggi la cultura d’impresa attualizza, spesso inconsapevolmente, la Filosofia Pop di Deleuze, che non si limita a semplificare le domande sempiterne dell’umanità rendendole comprensibili a un pubblico di massa, ma produce nuovi paradigmi che articolano la complessità del mondo contemporaneo. Se l’azienda vuole ascoltare ed essere ascoltata dai propri stakeholders, interni ed esterni, deve essere in grado di competere con tutto ciò che oggi assume le forme (i format) della Cultura Pop: un podcast, un videogioco, una serie tv, un reel. Ogni contenuto o strumento o processo aziendale che richieda un’attenzione diversa giunge da un’altra epoca e lo condanna definitivamente» (Prolegomeni 1).

Ma non è semplice, anche se pensiamo al solo marketing (magari tramite la rilettura dei contributi offerti dai Pop Opinionist Luca MonacoMatteo Lusiani e Luca Cavallini) che, pure, è naturalmente immerso nella Popular Culture – come  rende manifesto la mostra fotografica di Opificio Italia che ripercorre il made in Italy in un carosello di duecento scatti: dalla prima pubblicità dei Pavesini allo spot tv anni Ottanta della Cinghiale con l’imbianchino che blocca il traffico trasportando un pennello gigante[i].

«Per diventare POP ci vuole coraggio: per anni abbiamo lavorato per aziende abituate a creare piani media e campagne creative seguendo degli schemi prestabiliti: spesso molto ripetitivi e ormai entrati a far parte della consuetudine» commenta Stefano Pagani, autore del volume La seconda legge dei POP Brand[ii]«Diventare un brand realmente POP significa mettere in discussione quei canoni e lavorare seguendo uno schema nuovo, diverso, capace di ascoltare le persone, cogliere il loro sentire e lavorare insieme a loro per propagare un messaggio di marca più forte, efficace e duraturo».

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MarcoMinghetti.com
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