Come ogni mese, eccoci all’appuntamento con la riflessione su caratteristiche, potenzialità ed applicazioni concrete delle nuove tecnologie immersive (XR) in collaborazione con VRE –
Virtual Reality Experience, il festival internazionale ideato e diretto da
Mariangela Matarozzo che le declina in tutti i campi: dall’intrattenimento alla medicina, dall’arte al business fino alla valorizzazione del patrimonio culturale e turistico.
L’idea di questa rubrica mensile è di diffondere consapevolezza su quanto si stanno sviluppando le XR anche in ambiti ancora poco esplorati riconducibili alle cosiddette New Humanities: dialogo interculturale, Cooperazione Internazionale, relazioni virtuali. Dando la parola alle persone che possono raccontare concretamente il modo in cui le XR hanno cambiato i loro modelli di comunicazione e li hanno spinti ad innovare e ad includere questo tipo di tecnologie all’interno dei loro progetti.
Un appuntamento insomma, ci dice Mariangela, “con alcune tra le voci più autorevoli che spaziano dall’ambito scientifico a quello accademico senza tralasciare le voci del mondo dell’Arte. Questo mese parleremo di cosa sta accadendo in un settore specifico, quello della Cooperazione Internazionale e del suo rapporto con le nuove tecnologie immersive, uno degli ambiti esplorati da VRE sin dalla sua prima edizione nel 2019.
Cinque giorni durante i quali ogni organizzazione ha presentato al pubblico le iniziative realizzate attraverso l’ausilio della Realtà Virtuale, e dimostrato come questo strumento giochi un ruolo fondamentale nel coinvolgimento umano sviluppando quella empatia che rende capaci di comprendere le drammatiche situazioni vissute in Paesi lontani da noi.
E’ stato possibile vivere Un giorno nella vita di Ayan, una donna somala che fa parte di Save the Children e che combatte per salvare i bambini dalla gravissima siccità che sta colpendo il Paese; entrare con Emergency nel Children’s Surgical Hospital di Entebbe in Uganda e poter vedere da vicino il nuovo centro che mira a migliorare le condizioni di salute di migliaia di bambini che non hanno accesso a delle cure specialistiche; compiere un percorso interattivo, il Circuito delle Emozioni, che si articola in cinque tappe progressive a cui corrispondono cinque emozioni. Dolore. Rabbia. Paura. Gioia. Speranza.
Ma anche partire per un viaggio in Realtà Virtuale all’interno dell’ospedale di Medici Senza Frontiere di Bangassou, o nelle Cliniche mobili in Katanga.
Una direzione forse insperata dell’innovazione ma che sta ogni giorno di più orientandosi verso l’umano e che offre delle possibilità in termini diffusione e di engagement fino ad oggi solo immaginate”.