Se il libro è filtrato, una conversazione con Maria Gabriella Ambrosioni, Giovanni Francesio, Lea Iandiorio, Ivan Ortenzi, Alessandro Zaccuri

Marco MinghettiLibrare23 Novembre 2020

“Nel regno digitale immateriale”, scrive Kevin Kelly, “dove nulla è statico o fisso, tutto è in divenire, anche il libro diventa un librare, evolvendo da cartaceo a digitale, confrontandosi con altri sistemi di comunicazione e apprendimento”. Se il libro diventa un “librare”: questo il titolo/quesito/ipotesi che ci conduce in un viaggio su cosa è stato, cos’è oggi e cosa sarà domani il libro, attraverso Dieci Conversazioni con scrittori, editori, esperti. Come guida per orientarci in questo cammino abbiamo scelto la rilettura di tre testi visionari: uno del passato, Alice nel Paese delle meraviglie, il classico di Lewis Carroll, riprendendo alcune riflessioni sviluppate nell’ambito del progetto Alice Postmoderna; uno del presente, L’inevitabile, scritto dal cofondatore di Wired Kevin Kelly; uno del futuro, il romanzo online in corso di scrittura Ariminum Circus, di Federico D. Fellini, disponibile in versione multimediale anche su Wattpad.

In questa Conversazione riprendiamo un tema molto importante, che avevamo cominciato a esplorare soprattutto nella Seconda Conversazione, Se il libro è cognitivizzato, con riferimento al modello di Choudary e ad alcune riflessioni proposte dal filosofo Cosimo Accoto: quello del filtro. Oggi ci concentriamo su questo aspetto. Insieme allo stesso Cosimo Accoto, lo analizzano Maria Gabriella Ambrosioni, Presidente Adali (Associazione degli Agenti Letterari Italiani), Giovanni Francesio, Responsabile per la Narrativa Italiana di Mondadori, Lea Iandiorio, Fondatrice di exlibris20.itIvan Ortenzi, Chief Innovation Evangelist di Bip, lo scrittore e giornalista  Alessandro Zaccuri.

 

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