Se il libro diventa uno schermo, una conversazione con Daniele Bigi, Mauro Carbone,Vanni Codeluppi, Alice Di Stefano e Martino Ferro.

“Nel regno digitale immateriale”, scrive Kevin Kelly, “dove nulla è statico o fisso, tutto è in divenire, anche il libro diventa un librare, evolvendo da cartaceo a digitale, confrontandosi con altri sistemi di comunicazione e apprendimento”. Se il libro diventa un “librare”: questo il titolo/quesito/ipotesi che ci conduce in un viaggio su cosa è stato, cos’è oggi e cosa sarà domani il libro, attraverso Dieci Conversazioni con scrittori, editori, esperti. Come guida per orientarci in questo cammino abbiamo scelto la rilettura di tre testi visionari: uno del passato, Alice nel Paese delle meraviglie, il classico di Lewis Carroll, riprendendo alcune riflessioni sviluppate nell’ambito del progetto Alice Postmoderna; uno del presente, L’inevitabile, scritto dal cofondatore di Wired Kevin Kelly; uno del futuro, il romanzo online in corso di scrittura Ariminum Circus, di Federico D. Fellini.

Oggi ci focalizziamo su questa domanda: al termine del suo “librare” nella contemporaneità digitale, il Libro atterra “inevitabilmente” in uno Schermo? Sì, no, in che misura? Ne parliamo con Daniele Bigi, Visual Effects Supervisor di Industrial Light & Magic, il filosofo Mauro Carbone, il sociologo Vanni CodeluppiAlice Di Stefano, Direttrice Editoriale di Fazi Editore, Martino Ferro, sceneggiatore e vincitore del Premio Italo Calvino.

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MarcoMinghetti.com
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