Antonio Cerasa, autore- psicologo e ricercatore del CNR nell’ambito delle neuroscienze – è stato uno dei primi al mondo a studiare l’expert brain, prima nei sommelier e poi negli chef. Che caratteristiche presenta il cervello di individui, come questi, che eccellono in una particolare abilità grazie ad un estenuante allenamento? La scoperta è che esso si modifica in specifiche aree e si rimodella. Nel suo ultimo libro racconta in termini discorsivi e con grande chiarezza i risultati del suo lavoro e quello dei colleghi che si sono occupati di altri expert brain: di musicisti, cestisti, scalatori, matematici, scacchisti, profumieri … Questi studi disegnano una nuova idea di intelligenza: non un costrutto globale e statico dipendente in gran parte dalla genetica, ma un dinamico elenco di competenze allenate grazie alla pratica volontaria. Una nuova visione arricchita anche da altri ambiti indagati nel libro, complementari all’expert brain: il recupero di funzioni cerebrali dopo una lesione, l’effetto del dolore sul cervello, i danni del superallenamento, la creatività. Tutti temi interessantissimi per chi, come noi, è interessato a capire come si possa sviluppare quell’intelligenza collaborativa indispensabile per vincere la sfida della Digital Transformation nelle organizzazioni pubbliche e private. Abbiamo perciò rivolto alcune domande a Cerasa per saperne di più.






