Intervista ad Antonio Messina, Amministratore Delegato Merck Serono
La prima notizia della Chimera si trova nel sesto libro dell’Iliade. Vi sta scritto che era di stirpe divina e che davanti era leone, nel mezzo capra e alla fine serpente; mandava fuoco dalla bocca e venne uccisa dal bellissimo figlio di Glauco, Bellerofonte, come avevano predetto gli dèi. Testa di Leone, ventre di capra e coda di serpente è l’interpretazione più naturale delle parole di Omero, ma la Teogonia di Esiodo la descrive con tre teste, e così appare raffigurata nel famoso bronzo di Arezzo, che risale al V secolo. A metà del dorso c’è la testa di capra, a una estremità la testa di serpente, all’altra quella di leone.
Questa descrizione della mitologica Chimera, animale fantastico e composito, ricco di storia e ammantato di leggende, proposta da Jorge Louis Borges, potrebbe evocare nella mente di un cultore dello
Humanistic Management l’immagine di una di quelle grandi aziende radicate in un passato glorioso che nel corso del tempo si sono sviluppate ben oltre i ristretti confini di uno specifico settore di business.
E’ il caso di Merck, un’azienda scientifica e tecnologica leader nei settori Healthcare, Life Science e Performance Materials. Circa 50.000 dipendenti operano per sviluppare tecnologie in grado di migliorare la vita – dalle terapie biofarmaceutiche per il trattamento del cancro e della sclerosi multipla a sistemi all’avanguardia per la ricerca scientifica e la produzione, ai cristalli liquidi per gli smartphone e i televisori LCD. Nel 2014 Merck ha generato vendite per 11,3 miliardi di Euro in 66 Paesi. Fondata nel 1668, Merck è la società farmaceutica e chimica più antica al mondo. Ancora oggi, la famiglia fondatrice detiene la quota di maggioranza della Società. Merck (Darmstadt, Germania), detiene i diritti globali sul nome e marchio Merck. Le sole eccezioni sono costituite da Stati Uniti e Canada, dove la Società opera con le denominazioni EMD Serono, Millipore Sigma e EMD Performance Materials.
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