Nonostante permanga – incredibilmente – un’assenza sistematica delle arti liberali nell’educazione manageriale del XXI secolo, a parte alcuni tentativi, non sempre efficaci, come per esempio lo Humanistic Management, molte realtà accademiche – soprattutto statunitensi – stanno incominciando a correre ai ripari”.

Così troviamo scritto nelle pagine conclusive di Retorica e Business, EGEA, 2014: conclusione piuttosto strana (fra l’altro del tutto gratuita e senza nessuna argomentazione a supporto, né di tipo retorico né di business) di un libro scritto da Flavia Trupia, figlia di Piero Trupia, ovvero uno dei fondatori dello Humanistic Management, e Andrea Granelli, che ha partecipato a diversi progetti  da me promossi per metterne a terra i concetti.

Delle due l’una: o si sono espressi male (e questo per gli autori di un libro sulla retorica mi sembrerebbe piuttosto grave) oppure  non sono aggiornati sui risultati ottenuti presso alcune fra le più importanti aziende italiane e a livello internazionale grazie a questo approccio (documentato nel volume L’intelligenza collaborativa, ora tradotto anche in inglese in una versione internazionale pubblicata per Cambridge Scholars).

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