Proprio come il Wonderland di Alice, quella in cui viviamo è una società della conversazione (oltre che dell’immagine). Ma a differenza delle conversazioni che si svolgevano nei salotti aristocratici del Settecento, quelle che oggi si svolgono in Rete pongono il problema del trascorrere dal Senso-Unico-in-realtà-Senza-Senso del taylorismo al Non-Senso-in-realtà-fin-troppo-pieno-di-significati della contemporanietà 2.0.






