La  crisi economica attuale  e l’avvento di un modello conversazionale focalizzato sul social networking che regola i rapporti fra le persone e fra queste e il mercato coincidono con il collasso di un modello cognitivo, prima ancora che gestionale, che nelle imprese odierne è ancora largamente ispirato ai canoni tradizionali del taylorismo e del fordismo. Ovvero a quello Scientific Management, i cui riferimenti sono:

  • a livello della produzione, la serialità, la standardizzazione, la specializzazione del lavoro e delle mansioni
  • a livello dello scambio, il mercato di massa e l’orientamento al prodotto e alla quantità.

Il modello cognitivo sottostante è sintetizzabile nei seguenti principi:

  • massimizzazione dei risultati nel minor tempo possibile
  • riduzionismo di ogni varianza
  • deresponsabilizzazione personale sul risultato finale
  • trionfalismo funzionale, specchio della negazione sistematica della indispensabilità relazionale con l’altro.

L’alternativa allo Scientific Management è lo Humanistic Management. Radicato nel grande patrimonio umanistico e rinascimentale della cultura italiana e europea, lo Humanistic Management si può definire attraverso questi tratti essenziali:

Lo strumento principale di cui si avvale è l’apertura verso ambiti che l’impresa ‘scientifica’  ha sempre considerato a sé estranei – il gioco, la filosofia, la poesia, il cinema, il teatro – ma anche alle nuove frontiere dischiuse dalle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, dal networking multimediale, dalla business television.

 L’illustrazione di Luigi Serafini è tratta da Le Aziende InVisibili, di Marco Minghetti & The Living Mutants Society, Libri Scheiwiller, 2008.

Le parole chiave dello Humanistic Management

I testi dello Humanistic Management

I progetti dello Humanistic Management

Il corso di Humanistic Management

I video e gli audio dello Humanistic Management

 

 

 

 

 

 
L'intelligenza collaborativa. Verso la social organization

L'intelligenza collaborativa. Verso la social organization

Il libro spiega come trasformare una organizzazione tradizionale in una social organization, fondata su processi orizzontali, community e strumenti di lavoro collaborativo. La Prima Parte descrive le fasi del passaggio strategico a modelli di management 2.0. La Seconda mostra l'evoluzione della funzione HR per adeguarsi alle logiche del lavoro collaborativo.Nella Terza sono presentati i principi  sui quali edificare i nuovi comportamenti diffusi. Ogni capitolo propone la testimonianza di Top Manager di realtà che hanno  anticipato il cambiamento. 
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E' disponibile l'edizione internazionale in lingua inglese del volume sul sito di Cambridge Scholars
 
 
Racconti invernali da spiaggia
 
Ecco, finalmente, una narrazione che vive nell’ecosistema digitale, un wikiromance che fa dei nuovi strumenti interattivi di lettura il fulcro del suo raccontare.
Il luogo narrativo di Racconti invernali è il lungomare di Rimini, ritratto attraverso 118 instantanee, ciascuna integrata da un testo e un apparato mutimediale: “(pseudo) instagrammi” tratteggianti un mondo fantastico che dai luoghi reali si allontana a volte sideralmente. E che è solo il punto di partenza per i viaggi personali che ogni lettore farà al suo interno. 
Si consiglia la lettura orizzontale su Ipad per fruire al meglio dell'esperienza transmediale.
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Nulla due volte in ebook
Da molto tempo esaurito nella sua forma cartacea, rinasce come ebook Nulla due volte, il libro scritto da Marco Minghetti nel 2006 intorno a 25 poesie del Premio Nobel Wislawa Szymborska, illustrato dalle foto di Fabiana Cutrano e arricchito dai commenti di 25 personalità del mondo della cultura e dell'economia. 
Ha scritto Francesca Mazzucato: "Un testo complesso per raccontare una società densa, variegata e stratificata come la nostra, proponendo attraverso le poesie e le magnifiche fotografie uno sviluppo enorme, vastissimo, di alcuni temi come convivialità, motivazione individuale e sviluppo delle relazioni interpersonali, gestione della conoscenza, diversità e creatività, sensemaking".
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