L'intelligenza collaborativa. Verso la social organizationE’ stato presentato in apertura della giornata dedicata alle Social HR dal Digital Festival di Torino (3 maggio 2013),  il libro di Marco Minghetti L’Intelligenza Collaborativa. Verso la social organization.

Il libro (disponibile da maggio 2014 anche nella versione aggiornata in inglese) si articola in tre parti, anticipate da una Introduzione ai concetti chiave del management 2.0. Nella Prima vengono descritte le cinque fasi necessarie per realizzare la trasformazione organizzativa a livello strategico. Nella Seconda viene indicato come deve cambiare la funzione Risorse Umane per adeguare politiche e processi di gestione e sviluppo alle logiche del lavoro collaborativo. Nella Terza sono presentati i principi e valori chiave attorno ai quali edificare i nuovi comportamenti diffusi, le nuove competenze, i nuovi stili di leadership 2.0. Ogni capitolo è accompagnato dalla testimonianza di un manager per certificare che il processo di cui stiamo parlando non solo è realizzabile anche in Italia, ma è già una realtà in aziende lungimiranti che hanno saputo anticipare il cambiamento:

David Bevilacqua, VP Sud Europa Cisco (Commento al Primo Capitolo, L’assessment organizzativo e culturale),

Emanuela Bonadiman, World Wide Human Resources Director Gucci (Commento al Secondo Capitolo, Mappare e strutturare le Community),

Giuseppe Addezio Direttore HR Pirelli (Commento al Terzo Capitolo, Scegliere la piattaforma collaborativa)

Paola Cavallero, AD Nokia (Commento al Quarto Capitolo, Il team per il cambiamento e un nuovo modello di leadership)

Gianluca Spina, Presidente Mip (Commento al Quinto Capitolo, Definire il ROI del lavoro collaborativo)

Antonio Migliardi, Direttore HR Telecom Italia (Commento al Sesto Capitolo, Employer Branding 2.0: come creare la Community dei futuri talenti d’impresa)

Giancarlo Campri, Direttore Personale e Organizzazione HERA (Commento al Settimo Capitolo, Recruitment online: come creare una Community multicanale e transmediale)

Fabio Bernardi, Direttore HR Ottica Avanzi (Commento all’Ottavo Capitolo, La Comunicazione Interna 2.0 per trasformare i dipendenti in collaboratori)

Gianluca Ventura, Direttore HR Europe Vodafone (Commento al Nono Capitolo, Dalle Famiglie Professionali alle Learning Community)

Paolo Cornetta, Direttore HR Unicredit (Commento al Decimo Capitolo, Linee guida per una Social Media Policy)

Giovanni Bossi, Amministratore Delegato Banca Ifis (Commento all’Undicesimo Capitolo, Co-generazione)

Luca Valerii, Direttore HR Microsoft (Commento al Dodicesimo Capitolo, Coinvolgimento)

Mario Perego, Direttore HR Heineken (Commento al Tredicesimo Capitolo, Convivialità)

Nicola Palmarini, Manager Digital Marketing & Brand Systems IBM Italia, (Commento al Quattordicesimo Capitolo, Convocazione)

Roberto Zecchino, Direttore HR Europe di Bosch (Commento al Quindicesimo Capitolo, Cura).

Postfazione di  Michele Tiraboschi, Direttore del Centro Studi Internazionali e Comparati Marco Biagi dell’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore del comitato scientifico di Adapt.

Leggi l’Indice del libro

Leggi l’Introduzione

Leggi la Postfazione 

Lea el epílogo en español Traducción del italiano al español realizada por Alma Elena Rueda Rodríguez

L’intelligenza collaborativa. Verso la social organization. Introduzione Tavola Rotonda al Digital  Festival


Intelligenza collaborativa e stupidità diffusa

Presentazione della giornata Social HR e del volume L’intelligenza collaborativa presso la sede RAI di Torino

Hamlet Queler presenta L’intelligenza collaborativa a Gate 42

Intervista a David Bevilacqua (Vice President Europe Cisco)

Intervista a Alessandro Camilleri (Dir. Sviluppo, Formazione e Organizzazione HERA)

Intervista a Gianluca Ventura, Direttore HR Europe Vodafone

Intervista a Nicola Palmarini, Manager Digital Marketing & Brand Systems IBM Italia

Dalla Intranet al Social Portal (Capitolo Ottavo)

Lo Storify della presentazione al Digital Festival: http://storify.com/gso_gsocompany/l-intelligenza-collaborativa-verso-la-social-organ

L’hashtag Twitter per partecipare allo twitterstorming sul libro: #intelligenzacollaborativa

Recensioni:

Andrea Gatti Casati, Marco Minghetti e l’idea di Humanistic Management, Bollettino Adapt, 29 aprile 2013, n 16

Agenzia adnkronos, ripresa da larepubblica.it e libero, 3 maggio 2013

Resoconto della conferenza di presentazione al Digital Festival su zetablue.it, 4 maggio 2013

Recensione pubblicata su Corriere Innovazione del 16 maggio 2013

Articolo Digital for job: l’intelligenza diventa collaborativa, 11 luglio 2013, Zerounoweb

Intervista a Marco Minghetti per Cisco Italia Blog Allineare le conversazioni interne ed esterne, 18 luglio 2013

Articolo sul blog di Michael Page: Caro Manager: comanda meno, collabora di più e sarai vincente, 21 agosto 2013

Recensione pubblicata su Pmi.it (prima parte): Intelligenza collaborativa per imprese social, 3 dicembre 2013

L’intelligenza collaborativa su Lavoradio. Intervista a Marco Minghetti,  podcast della puntata dal minuto 10′:  https://t.co/7HohrWewye

La recensione di “L’intelligenza collaborativa” su Weconomy bookhttp://j.mp/1oa8FgB

Vai ad acquistare il libro in versione cartacea o epub

Vai ad acquistare il libro su Amazon anche in versione Kindle

63 Responses to L’Intelligenza collaborativa. Verso la social organization

  1. Andrea scrive:

    Ciao Marco,
    ti faccio il miei complimenti per il libro. Avevo sentito una tua intervista in radio e mi ha incuriosito il tema visto che sto intravedendo anch’io questa nuova era.
    Gli spunti e i passaggi del libro sono stati molto utili anche in vista un progetto che sto portando avanti.

    Grazie ancora,

    Andrea

  2. [...] i rischi dei pionieri, forse vi tornerà un po’ di sano ottimismo leggendo il libro L’intelligenza collaborativa. Verso la social organization di Marco Minghetti, Direttore Scientifico per il Management 2.0 di GSO, docente di Humanistic [...]

  3. simone scrive:

    Faccio i complimenti per il libro, sicuramente molto interessante, ma ancor piu’ per la forza e determinazione con cui stai portando avanti questo nuovo modello di management 2.0 in un mondo dove tutto sembra fare resistenza all’innovazione, dove spesso le energie del singolo sono incentrate alla difesa del proprio status quo, dove nelle aziende l’affermazione “abbiamo sempre fatto cosi” viene spesso passata ai giovani per dare sicurezza generando invece l’effetto contrario, dove l’esigenza del “tutto e subito” prevale su politiche di piu ampio respiro.
    Io faccio parte del middle management di una piccola realta’ bancaria e ti vorrei porre una domanda.
    A tuo avviso e’ fondamentale, come accenni nel libro, trovare nel top management dei facilotatori di cambiamento o credi che questa rivoluzione culturale possa arrivare o quantomeno iniziare “dal basso” per arrivare ai vertici dell’azienda come un passaggio imprescindibile per garantire un futuro all’azienda stessa?

    Ti ringrazio in anticipo per l’attenzione che mi avrai dedicato e per la positivita’ che grazie ai principi dell’ humanistc management si riesce a respirare anche in questo particolare quanto difficile momento storico.

  4. Marco Minghetti scrive:

    Ringrazio Andrea e Simone per gli apprezzamenti. Per quanto riguarda la domanda sul top management, pone un tema, quello della leadership, che non riguarda solo le aziende ma l’intero nostro Paese e addirittura il sistema economico occidentale nel suo complesso: abbiamo una classe dirigente in larga parte inadeguata non solo a sostenere ma persino a comprendere le sfide della contemporaneità. Sul ricambio di questa classe dirigente dobbiamo focalizzare tutte le energie disponibili. Lo ho scritto recentemente in uno dei miei ultimi post su NOVA100 in cui commento il pensiero di Steve Denning: “Il sistema tradizionale, basato sul raggiungimento di obiettivi individuali inevitabilmente in contrasto con quelli che valorizzano la partecipazione al conseguimento del successo collettivo (un apparente paradosso che nasconde l’antico approccio tipico del Modello Comando e Controllo: Divide et impera), ha portato, osserva Denning, a compensi dei dirigenti che stanno avendo conseguenze disastrose, tra cui una allocazione totalmente sbagliata del capitale e del talento, le ripetute crisi di governo, crescenti disuguaglianze di reddito e un calo generale dell’economia degli Stati Uniti. Moltiplicate per dieci, aggiungete le cifre galoppanti di una disoccupazione che colpisce i migliori e i più giovani (entrambi tagliati fuori dal perverso sistema clientelare, mafioso e gerontocratico che premia solo i parenti, gli amici degli amici e gli “utili idioti” – che saranno senz’altro utili a qualcuno magari per ragioni inconfessabili, ma ai fini organizzativi restano dei perfetti idioti) e avrete la fotografia dell’Italia”.

  5. […] spiego nel mio ultimo libro L’intelligenza collaborativa. Verso la social organization, la grande sfida che oggi si pone ad ogni azienda è la […]

  6. […] La collaborazione online (si pensi appunto alle connessioni video, interazioni wiki, alle piattaforme di cooperazione, intranet, ecc.), ha in parte sostituito l’interazione quotidiana face-to-face, creando una nuova forma di comunicazione, l’interazione virtuale, che ha dimostrato di avere diversi aspetti positivi. Tra questi gli studi citano: la possibilità di portare nello stesso “luogo” voci provenienti da diversi background, funzioni, e mansioni con il valore aggiunto di integrare competenze diverse per uno scopo comune; sostituire le strutture gerarchiche con interazioni di tipo “orizzontale”; tempi decisionali più veloci; maggiore capacità di adattamento alle esigenze del presente e una migliore capacità di reazione ai cambiamenti; una comunicazione più condivisa che arricchisce il singolo e il gruppo (per un approfondimento si legga Minghetti). […]

  7. […] Tale cultura può affermarsi soltanto se le aziende, in primo luogo, inizieranno a scalfire quelmuro di reticenza che sino ad oggi è stato innalzato nei confronti della forma di organizzazione del lavoro che più di ogni altra rappresenta la porta di accesso al nuovo, al lavoro del futuro, al lavoro che si svolge tramite tecnologie sempre più agili, sempre più alla portata di tutti, e utilizzabili da un numero sempre maggiore di categorie professionali (come accade nei modelli più avanzati di social organization). […]

  8. […] sulla base di questa proposta che ne L’intelligenza collaborativa si definiscono le caratteristiche del leader convocativo, come agente determinante della […]

  9. […] Come si vede, si tratta di dati interessanti che testimoniano l’inarrestabile ascesa del social banking: significativo ad esempio che per la prima volta appaia l’aggettivo “collaborativa” fra quelli che designano un sentiment positivo percepito dai consumatori nei confronti della propria banca e che io ritengo essere quello propriamente qualificante una social organization. […]

  10. […] Gli eventi ruoteranno intorno ai risultati derivanti dalla ricchissima esperienza di IBM sul versante tecnologco (leader di mercato sia per quanto riguarda le piattaforme collaborative con IBM Connections, sia per quanto riguarda il Talent Management con Kenexa) e di Hitrea, per quanto riguarda la consulenza organizzativa a supporto dell’introduzione e dello sviluppo delle nuove modalità di lavoro collaborativo descritte nel volume L’intelligenza collaborativa. Verso la Social Organization. […]

  11. […] modalità di espressione di quell’intelligenza collaborativa che ho descritto nel mio ultimo libro e che contribuiscono a dimostrare quanto inconsistenti siano […]

  12. […] A questa mattina  invece risale la presentazione del rapporto dell’Osservatorio di Milano dedicato al tema. Mettendo insieme i dati emersi dai due appuntamenti possiamo facilmente vedere come lo IoE non è qualcosa di futuribile e spaventoso (come vorrebbero gli alfieri del neoluddismo), ma è una possibilità concreta del presente. Almeno lo sarebbe, se fossimo pronti ad abbandonare i modelli culturali e cognitivi dello Scientific Management che ancora ci soffocano per entrare finalmente nell’era della social organization e dell’intelligenza collaborativa. […]

  13. […] mentre una casa editrice come Cambridge Scholars sta realizzando la versione internazionale del mio ultimo libro dedicato al […]

  14. […] libro L’intelligenza collaborativa sottolineo come uno dei principi chiave della social organization sia la co-generazione di valore […]

  15. […] organization che ho proposto in quella occasione, sulla base della metodologia indicata nel volume L’intelligenza collaborativa e messa in pratica da […]

  16. […] quando un like non è partecipare, esplicitamente ispirato alle tesi da me sostenute nel volume L’intelligenza collaborativa. Verso la social Organization e più in generale ai principi dello Humanistic Management 2.0 che vado elaborando nella teoria e […]

  17. […] con un centinaio di personalità dell’economia e della cultura (un esempio concreto di intelligenza collaborativa) nel 2008,  Le Aziende In-Visibili,  che ha poi dato il nome al nostro blog. Come si ricorderà, […]

  18. […] il nuovo modello della social organization che rappresenta, come scrivo anche nel mio libro L’intelligenza collaborativa, un radicale cambiamento di paradigma rispetto alle teorie e pratiche dominanti negli ultimi cento […]

  19. […] Ce lo vuoi spiegare meglio? Mi sembra infatti molto in sintonia con il concetto di “intelligenza collaborativa“, che si presta particolarmente bene a descrivere l’essenza del lavoro nelle social […]

  20. […] MM: La tua analisi insiste molto sulla dimensione privata del blog, declinata rispetto a fattori quali l’identità, le relazioni sociali, gli elementi immaginativi legati alla tecnologia e alla rete, il rapporto fra blog e narrazione.  Ma cosa pensi del blog come strumento di comunicazione aziendale? E’ solo una forma edulcorata del modello classico di comunicazione Top Down, o può diventare un modo di espressione  di quella che io chiamo Intelligenza Collaborativa? […]

  21. […] contro la condivisione consentita dagli iPad. Insomma pur di contrastare le logiche dell’intelligenza collaborativa del web 2.0, questi signori non si vergognano di affermare tutto e il contrario di […]

  22. […] frequentemente invocate vi è senza dubbio quella della trasparenza, principio fondativo di quella social organization per cui mi batto da anni, considerandola non solo un modello manageriale ma anche un nuovo modo di […]

  23. […] Tale cultura può affermarsi soltanto se le aziende, in primo luogo, inizieranno a scalfire quel muro di reticenza che sino ad oggi è stato innalzato nei confronti della forma di organizzazione del lavoro che più di ogni altra rappresenta la porta di accesso al nuovo, al lavoro del futuro, al lavoro che si svolge tramite tecnologie sempre più agili, sempre più alla portata di tutti, e utilizzabili da un numero sempre maggiore di categorie professionali (come accade nei modelli più avanzati di social organization). […]

  24. […] dal basso di competenze e conoscenze, fiducia, trasparenza, eccetera (vedi Capitolo Quarto de L’intelligenza collaborativa. Verso la social organization e il post HR 2.0? Una social media strategy per le risorse umane. Parte […]

  25. […] mio libro L’intelligenza collaborativa. Verso la social organization non a caso ho dato un rilievo importante allo Smart Working riprendendo e sviluppando fra […]

  26. […] diffusa decisiva per la trasformazione delle aziende tradizionali in social organization. Nel libro L’intelligenza collaborativa. Verso la social organization  non a caso ho dato un rilievo importante allo Smart Working (a partire dall’Introduzione) […]

  27. […] per le risorse umane. Parte seconda: Recruiting (sviluppato poi nel Sesto Capitolo del volume L’intelligenza collaborativa): possono le aziende utilizzare le informazioni contenute nei social network durante le attività […]

  28. […] tutti (a cominciare da chi ha la responsabilità della cosa pubblica) nella Postfazione al volume L’intelligenza collaborativa. Verso la social organization. Ed è proprio un intervento di Michele ad inaugurare la […]

  29. […] Si tratta infine di ridefinire i modelli di competenze e i sistemi premianti per valorizzare i contributi dati da ciascuno al raggiungimento degli obiettivi comuni attraverso il lavoro collaborativo, piuttosto che il perseguimento di risultati individuali come accade con i tradizionali MBO. Anche in questo caso, sembra di trovarsi davanti ad una traduzione quasi letterale del metodo descritto nel volume L’intelligenza collaborativa. […]

  30. […] come diciamo noi di Hitrea. In sintesi, di valorizzare quella che nel mio libro chiamo l’intelligenza collaborativa di tutti gli stakeholder, interni ed […]

  31. […] l’anno delle Social HR, ricordavamo in occasione della giornata di presentazione del volume L’intelligenza collaborativa, che ha inaugurato il Digital Festival di Torino: l’anno in cui la trasformazione delle […]

  32. […] di Denning ci aiutano anche a capire cosa significa tradurre in pratica il concetto di  intelligenza collaborativa, che propongo nel mio ultimo libro. Concludiamo oggi questo percorso analizzando gli ultimi […]

  33. […] pubbliche e private che vogliano ottenere i vantaggi derivanti dalla valorizzazione dell’intelligenza collaborativa diffusa al loro interno come al loro esterno. Con uno slogan efficace postato attraverso […]

  34. […] nei servizi finanziari secondo McKinsey) e che è sottolineato dall’inserimento nel volume L’intelligenza collaborativa. Verso la social organization dei casi Banca Ifis (raccontato dall’Amministratore Delegato […]

  35. […] numerose conferme a quanto è stato discusso e approfondito durante la presentazione del volume L’intelligenza collaborativa. Verso la social organization al Salone del Libro e ancora di più nel corso della giornata […]

  36. […] il 18 maggio alle ore 12.30 presenterò ufficialmente al Salone del Libro di Torino il volume L’intelligenza collaborativa. Verso la social organization. E’ un’opera che sintetizza l’esperienza maturata in questi ultimi anni sia come […]

  37. […] e approfondito il modello di transizione verso la social organization descritto nel volume L’intelligenza collaborativa, ed in attesa del prossimo dibattito intorno alla tesi presentate nel libro che si terrà domani […]

  38. […] inaugurale del Digital Festival 2013. Una giornata incentrata sulla discussione del volume L’intelligenza collaborativa: una guida strategica allo sviluppo di una social organization, che pone la Direzione HR al […]

  39. […] un assunto di base che abbiamo spesso ribadito in questo blog: l’emersione dell’intelligenza collaborativa consente alle aziende di fare ciò che fino ad ora non era mai stato possibile: realizzare […]

  40. […] Vodafone, raccontata dal Direttore HR Europa Gianluca Ventura nel volume di prossima pubblicazione L’Intelligenza collaborativa. Verso la social organization, inizia proprio con la confessione di un insuccesso: “Non sempre è sufficiente dotarsi di […]

  41. […] alla Convention annuale di Confartigianato, che mi aveva invitato ad illustrare il modello della social organization nel contesto specifico della piccola impresa. In sintesi, si è discusso di come il modello […]

  42. […] 2.0″ corrispondenti alle 4 fasi di sviluppo proposte nel primo capitolo del volume L’intelligenza collaborativa. Verso la social organization. Vediamoli dunque uno per uno e valutiamone la concreta attuazione in casi specifici, attraverso le […]

  43. […] che si instaurano nelle community fondate sulle logiche del web 2.0 e quindi di quell’intelligenza collaborativa di cui parlo nel mio ultimo libro e che ho avuto l’opportunità di presentare anche recentemente […]

  44. […] volte (vedi ad esempio      Dalla Intranet 1.0 al Social Portal)      e sostenuto nel volume L’intelligenza collaborativa    (vedi in particolare  l’ Ottavo Capitolo,  La Comunicazione Interna 2.0 per […]

  45. […] in Employee Activism, indicano dunque come sia sempre più diffusa fra i dipendenti la voglia di social organization. Con un sondaggio online su un campione di 2300 dipendenti d’azienda di 15 diversi paesi del […]

  46. […] di generare quell’intelligenza collaborativa che descrivo nell’ultima parte del libro L’intelligenza collaborativa. Verso la social organization” e che propongo come antidoto alla “stupidità diffusa” fondamento e al tempo […]

  47. […] Leader del mercato stanno emergendo. La social organization richiede una sempre maggiore integrazione di tecnologie fino ad oggi cresciute verticalmente, come […]

  48. […] nelle aziende tradizionali, gerarchiche, burocratiche, prescrittive e direttive: anche nel volume L’intelligenza collaborativa,     la    definiamo leadership convocativa    -    una visione che sta riscontrando ampi […]

  49. […] I leader delle imprese digitali di successo sanno che non è sufficiente sviluppare solo una o due delle 7 caratteristiche qui illustrate. I veri innovatori  devono eccellere in tutte e sette. Ma questo richiede una mentalità e  approccio operativo completamente diversi: ovvero, intelligenza collaborativa e social organization. […]

  50. […] l’istituzione di community collaborative. La pubblicazione della nuova edizione del volume L’intelligenza collaborativa. Verso la social organization per le edizioni Cambridge Scholars sancisce il riconoscimento a livello internazionale di un […]

  51. […] Media Governance aziendale attraverso quel processo di Community Mapping descritto nel volume L’intelligenza collaborativa. In grande sintesi, è un assessment organizzativo che consente la   focalizzazione […]

  52. […] ho indicato anche nell’Introduzione del mio volume L’intelligenza collaborativa, gran parte di ciò che i social media hanno da offrire si riferisce al fatto che viene modificata […]

  53. […] meritocrazia: quello della social organization basato sull’emersione dell’intelligenza collaborativa abilitata da strumenti di comunicazione web based e non sulla stupidità di massa imposta dal […]

  54. […] di Denning ci aiutano anche a capire cosa significa tradurre in pratica il concetto di  intelligenza collaborativa, che propongo nel mio ultimo libro. Continuamo oggi questa […]

  55. antonio orazi scrive:

    Dalla lettura di “intelligenza collaborativa” ho ricavato tutta una serie di concetti importanti per pensare l’impresa 2.0 e tutta una serie di indicazioni utili per fare l’impresa 2.0 ma, pur avendo trovato (2.10) un giusto e condivisibile invito alla serendipity, ho dovuto faticare non poco a digerire tutte le varie distinzioni, i passaggi, le fasi con le diverse regole che venivano indicate, illustrate, dettate, come essendo di fronte ad uno schema di montaggio di un macchinario, piuttosto che allo sviluppo di un percorso verso un diverso stile di relazioni umane nel lavoro.
    Ho ripensato alle indicazioni di Taylor sulla ergonomia delle prestazioni lavorative fisiche e mi sono sentito come se fossi di fronte a una ergonomia delle prestazioni lavorative mentali. Insomma come se non si trattasse di humanistic management, vero e proprio, ma di un nuovo scientific management, nel quale il comando e controllo venivano soltanto mascherati dall’approccio collaborativo, supportato da tutti i social media possibili.
    Come se si volesse dare tutta una strumentazione tecnica al manager 2.0, non per fargli riconoscere il valore dell’altro, dipendente o collaboratore, come persona tanto ricca di risorse da poter arricchire l’azienda più di quanto l’azienda possa arricchire lui, soprattutto se messo in condizione di esprimersi liberamente e di confrontarsi positivamente con l’altro, diverso da lui, sempre essendo l’uno e l’altro accomunati da uno scopo comune, del cui perseguimento poter essere fieri; ma poter declinare diversamente il potere e ottenere i migliori risultati.
    Forse tutto ciò è inevitabile, in grandi organizzazioni produttive specialmente, ma anche in organizzazioni produttive più piccole, come del resto in un ensemble di strumentisti senza un direttore ci vuole pur sempre uno che dia l’attacco, così resta inevitabile costruire delle guide, delle metodiche, delle infrastrutture, per la comunicazione e la condivisione, anche incanalando e moderando i flussi delle informazioni e degli scambi. Però resta una sorta di amarezza nel constatare che le premesse umanistiche non sembrino portare ad altro che a nuovi schemi.
    Può darsi che tale impressione discenda da un qualche impulso romantico, del tutto ingiustificato di fronte a un management che, per quanto umanistico, sempre management è, con l’indefettibile dovere, per quanto responsabile, di fare il meglio per portare l’impresa, anche 2.0, al profitto e al successo di mercato. Ma le persone, come persone, non si sentono e sembra di vederle come periferiche che, messe in rete, riescano a dare una potenza di calcolo maggiore di quella di qualunque anche grande unità centrale.
    3 ottobre 2014

  56. […] da alcuni classici delle scienze sociali fino ai lavori più recenti; suggerisco, in tal senso, la riflessione analitica sviluppata da M.Minghetti, con il quale ho avuto anche un interessante dialogo); alla valenza strategica della condivisione […]

  57. […] illimitato (Dominici) aperto alle intelligenze collettive (P.Lévy), alla cooperazione e all’intelligenza collaborativa (M.Minghetti). Questioni e problematiche complesse che, come ribadito più e più volte anche in […]

  58. […] illimitato (Dominici) aperto alle intelligenze collettive (P.Lévy), alla cooperazione e all’intelligenza collaborativa (M.Minghetti). Questioni e problematiche complesse che, come ribadito più e più volte anche in […]

  59. […] da alcuni classici delle scienze sociali fino ai lavori più recenti; suggerisco, in tal senso, la riflessione analitica sviluppata da M.Minghetti, con il quale ho avuto anche un interessante dialogo); alla valenza strategica della condivisione […]

  60. Bea scrive:

    I came from twitter well done on an outstanding social media promotion

  61. Harper Long scrive:

    Saved as a favourite, terrific internet site!

  62. Sofia Howard scrive:

    At the very least this is more enlightening than one of our reality Television stars, kim this?
    Joey what?

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

L'intelligenza collaborativa. Verso la social organization

L'intelligenza collaborativa. Verso la social organization

Il libro spiega come trasformare una organizzazione tradizionale in una social organization, fondata su processi orizzontali, community e strumenti di lavoro collaborativo. La Prima Parte descrive le fasi del passaggio strategico a modelli di management 2.0. La Seconda mostra l'evoluzione della funzione HR per adeguarsi alle logiche del lavoro collaborativo.Nella Terza sono presentati i principi  sui quali edificare i nuovi comportamenti diffusi. Ogni capitolo propone la testimonianza di Top Manager di realtà che hanno  anticipato il cambiamento. 
Vai ad acquistare  il libro
E' disponibile l'edizione internazionale in lingua inglese del volume sul sito di Cambridge Scholars
 
 
Racconti invernali da spiaggia
 
Ecco, finalmente, una narrazione che vive nell’ecosistema digitale, un wikiromance che fa dei nuovi strumenti interattivi di lettura il fulcro del suo raccontare.
Il luogo narrativo di Racconti invernali è il lungomare di Rimini, ritratto attraverso 118 instantanee, ciascuna integrata da un testo e un apparato mutimediale: “(pseudo) instagrammi” tratteggianti un mondo fantastico che dai luoghi reali si allontana a volte sideralmente. E che è solo il punto di partenza per i viaggi personali che ogni lettore farà al suo interno. 
Si consiglia la lettura orizzontale su Ipad per fruire al meglio dell'esperienza transmediale.
Vai ad acquistare l'ebook 
Nulla due volte in ebook
Da molto tempo esaurito nella sua forma cartacea, rinasce come ebook Nulla due volte, il libro scritto da Marco Minghetti nel 2006 intorno a 25 poesie del Premio Nobel Wislawa Szymborska, illustrato dalle foto di Fabiana Cutrano e arricchito dai commenti di 25 personalità del mondo della cultura e dell'economia. 
Ha scritto Francesca Mazzucato: "Un testo complesso per raccontare una società densa, variegata e stratificata come la nostra, proponendo attraverso le poesie e le magnifiche fotografie uno sviluppo enorme, vastissimo, di alcuni temi come convivialità, motivazione individuale e sviluppo delle relazioni interpersonali, gestione della conoscenza, diversità e creatività, sensemaking".
Vai all'ebook