Le aziende si trovano oggi davanti ad uno strano paradosso. Da una parte sanno bene di trovarsi in un momento di profonda trasformazione legata ai processi di cambiamento digitale in atto che porteranno presto non solo all’automatizzazione di molti processi, ma anche all’uso sempre più estensivo di chatbox e Intelligenza Artificiale. In effetti, si stima che nei prossimi anni il 75% delle applicazioni  usate dalle organizzazioni incorporerà una qualche forma di AI. D’altro canto, il fattore umano è sempre più rilevante. I dati già oggi mostrano un forte e crescente interesse verso l’engagement dei propri collaboratori. Avere collaboratori engaged è cruciale per il vantaggio competitivo: aumenta la redditività e il valore di mercato, la soddisfazione dei clienti, la forza dei brand e la company advocacy, stimola l’innovazione, migliora relazioni con gli stakeholder e facilita la prevenzione e la gestione delle crisi. Diverse ricerche (tra le altre per esempio: 2018 Trends in Global Employee Engagement, AON Hewitt) indicano però che il livello medio dell’employee engagement è insoddisfacente. Tanto più è importante, tanto più pare difficile coltivare l’engagement dei collaboratori e dilaga il disengagement.

Per queste ragioni l’Osservatorio Employee Relations and Communication dell’Università IULM ha svolto una ricerca fra il 2016 e il 2018 al fine di comprendere quali sono le fonti di engagement e soprattutto quelle del disengagement. La ricerca è consistita in una survey su 173 manager responsabili dell’employee engagement in grandi aziende, una survey su un campione di 147 collaboratori, 13 studi di caso e 10 interviste con esperti di people engagement. È la prima ricerca empirica a carattere scientifico in Italia sullo stato dell’engagemeng e del disengagement in Italia. Da questo ampio panorama empirico emergono 10 insights preziosi sull’employee engagement che ogni AD deve conoscere, più uno finale rivolto al futuro. Ne parliamo con la curatrice della ricerca, raccolta nel volume “Engagement e disengagement dei collaboratori”, Franco Angeli, 2018, Alessandra Mazzei.

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