Il centesimo capitolo dei Prolegomeni al Manifesto del Pop Management, intitolato La (P)AI – Pop Ape Intelligence (Parte prima), ha segnato una tappa significativa nel percorso iniziato il 15 aprile 2024. Non si è trattato di una semplice celebrazione: ma di un passaggio importante verso la definizione di un vero e proprio Mindset Pop, articolato (per il momento) in dieci punti, sintesi di quanto emerso in quest’anno di riflessione collaborativa. Dopo avere visto il primo di questi punti la volta scorsa, proseguiamo nella disamina di quelli successivi (dal 2 al 4).
Quando parlava Eskine gli Ateniesi dicevano: «Senti come parla bene». Quando parlava Demostene gli Ateniesi dicevano: «Uniamoci contro Filippo». La Leadership Pop è convocativa, nella peculiare interpretazione offerta dal Pop Management del modello originalmente proposto da Piero Trupia. Si riferisce alla capacità di un leader di riunire e coinvolgere le persone attorno a un’idea, un progetto o una visione comune.
Questo potere si basa su una comunicazione efficace, in quanto autentica, che riesce a ispirare, motivare e creare un senso di appartenenza e partecipazione tra i membri di un gruppo. Il bravo comunicatore è colui che sa attivare le capacità comunicazionali degli altri. Chi vuole avere dei “followers” che siano veramente coinvolti (engaged) sugli obiettivi d’impresa deve cioè essere più simile a un influencer di TikTok o Instagram che a un capitano d’industria tradizionalmente concepito: un Top Manager Pop in quanto espressione di uno stile manageriale aperto, fondato sulla condivisione di informazioni, opinioni ed esperienze con tutti gli stakeholder – clienti, partner, dipendenti, fornitori, comunità locali, associazioni, fondazioni (Total Experience).
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