Ariminum Circus è un romanzo in progress. Con lo pseudonimo Federico D. Fellini, sto pubblicando gli Episodi che lo compongono sul social network letterario Typee, per testarne il gradimento e ricevere suggerimenti utili a stilare la revisione finale del testo. Le molte migliaia di visualizzazioni, ma soprattutto l’ampio consenso che sta registrando presso la community di Typee, mi hanno spinto a dare ulteriore visibilità al progetto. In particolare l’Episodio “Jay e Daisy” è stato inserito nel TypeeBook 2019 (che raccoglie il meglio di quanto pubblicato sul sito). Successivamente gli è stato assegnato il Premio letterario The Good Paper (è uno dei dieci racconti pubblicati sulla rivista The Good Life scelti fra gli oltre undicimila presenti su Typee).

“Le sue gambe. Tempestate di tatuaggi etnici, o simboli algebrici, si accavallavano sotto una minigonna inguinale di Patrizia Pepe stretta al bacino da una cintura artigianale di pelle nera”. Disegno di Marcello D. Minghetti.
Soprattutto per Jay, che con il Capitano aveva una relazione di lungo corso, nonostante la differenza d’età. Per lui, nemmeno trentenne, il vecchio Pirata era stato una specie di padre putativo. Quante ne avevano passate insieme nei locali notturni del centro, sulle colline o in spiaggia, sempre con belle donne, compagni allegri e fiumi di vodka! Anche se una sottile inquietudine aveva cominciato a pervadere il loro animo prima che il Capitano prendesse il largo (ormai erano trascorsi più di due anni): la faccia oscura di quella dolce vita stava facendo capolino sull’orizzonte della coscienza.
Aveva provato questo sentimento con particolare forza nel corso delle ultime ore passate insieme. Dopo l’ennesima festa in una villa sul litorale ariminense, la comitiva si era incamminata verso il porto, all’alba. Si era fermata davanti a un cetaceo spiaggiato, in decomposizione. Il Capitano cominciò a disquisire sulle differenze fra Leviatani: «la Balena dal Naso a Bottiglia, la Balena a Testa di Torta, la Balena Promontorio, la Balena Pilota, la Balena Cannone, la Balena di Rame, la Balena Burgundi, la Balena Azzurra, la Balena Scheletro, la Balena Vampiro, la Balena Elefante…», ma l’attenzione di Jay venne catturata da un’altra voce: quella di Mary, una ragazza conosciuta qualche giorno prima al Mocambo, il bar del Grand Hotel, che lo chiamava. Si stava allontanando su un motoscafo: anche se il motore era al minimo, a Jay arrivò solo una raffica di vento su cui volava il suo nome.
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