Gianmarco Govoni è laureato in Filosofia presso l’Università di Bologna e ha conseguito una specializzazione in Scienze Cognitive e Processi Decisionali all’Università di Milano. Da sempre interessato a comprendere la natura umana e il complesso rapporto tra l’uomo e le tecnologie, combina queste riflessioni con un approccio pratico e innovativo.
Nel suo ruolo presso il centro di competenza Digital Ethics di Bip, si dedica ad aiutare le aziende a comprendere, valutare e governare gli impatti delle tecnologie emergenti. La sua missione è guidarle nel bilanciare il grande potenziale delle innovazioni digitali con una consapevolezza critica dei rischi, anticipando possibili danni e promuovendo un utilizzo etico e sostenibile.
Oggi ci sfida con una provocazione: “Il dubbio non è Pop”, che sembra smentire tutto il percorso del Pop Management, nato proprio dalla riflessione sviluppata intorno alla rivista AIDP Hamlet, il più icastico eroe del dubbio Pop, ed è proseguita con progetti legati al tema della curiosità e dell’ironia da Platone a Szymborska (a proposito: giovedì 24 sarò a Ethical HR con una lettura di poesie scelta da Nulla due volte. Il management secondo Wislawa Szymborska) passando per Alice nel Paese delle Meraviglie.
In realtà Gianmarco rivela la faccia oscura del Pop: il populismo che, come non ci stancheremo mai di ripetere, utilizza i format della cultura popolare non per produrre innovazione e Intelligenza Collaborativa, ma omologazione al Pensiero Unico dominante dello Scientific Management.
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