#NewHumanities: Sex & Tech. Una conversazione con Mirko Lino, Edi Canestrini, Costantino Cipolla, Gaetano Tieri e Martina Fusaro.

Come ogni mese, eccoci all’appuntamento con la riflessione su caratteristiche, potenzialità ed applicazioni concrete delle nuove tecnologie immersive (XR) in collaborazione con VRE – Virtual Reality Experience, il festival internazionale ideato e diretto da Mariangela Matarozzo che le declina in tutti i campi: dall’intrattenimento alla medicina, dall’arte al business fino alla valorizzazione del patrimonio culturale e turistico.

L’idea di questa rubrica mensile è di diffondere consapevolezza su quanto si stanno sviluppando le XR anche in ambiti ancora poco esplorati riconducibili alle cosiddette New Humanities: dialogo interculturale, cooperazione internazionale, relazioni virtuali. Dando la parola alle persone che possono raccontare concretamente il modo in cui le XR hanno cambiato i loro modelli di comunicazione e le ragioni che le hanno spinte a includere queste tecnologie all’interno dei loro progetti.

Un appuntamento insomma, ci dice Mariangela, “con alcune tra le voci più autorevoli che spaziano dall’ambito scientifico a quello accademico senza tralasciare il mondo dell’Arte”.

La settima della serie di conversazioni curata da VRE è dedicata a Sex and Tech. Dopo aver affrontato i temi dell’Etica, delle Digital Humanities, della Salute e Medicina e della Sostenibilità, religione e tecnologie immersive, Cooperazione Internazionale, vogliamo aprire uno spazio di riflessione sul rapporto tra sessualità e nuove tecnologie: ambito ancora incerto, privo di definizioni e che manca di una propria fisionomia ma che, riteniamo, possa essere molto interessante da esplorare. In Italia è difficile individuare personalità che si occupano di queste tematiche, rispetto allo scenario internazionale; conseguenza diretta del forte tabù ancora oggi connesso alla sessualità. Una riflessione destinata per sua natura a coinvolgere il corpo e a considerare l’essere umano come prodotto di una data epoca e di un dato ambiente. L’insieme di queste complessità ha reso necessario individuare le prospettive più efficaci per un inquadramento sistematico del fenomeno, da una parte, e una facile comprensione ai non addetti ai lavori, dall’altra. Questo lavoro è stato svolto da Mariangela MatarozzoGinevra MontanariMarina Massaro.

Quali sono i recenti studi sul connubio Sex & Tech? Quali le previsioni per il futuro, quali i limiti e i vantaggi socio-culturali? In definitiva, dove stiamo andando e soprattutto dove vogliamo arrivare? In questa settima Conversazione abbiamo convogliato una riflessione umanistico-culturale sviluppata a partire da due punti di osservazione differenti e una riflessione prettamente scientifica che indaga le potenzialità della realtà virtuale applicata alle neuroscienze.

Il primo approccio permette di poter osservare in modo transmediale e interdisciplinare il fenomeno della rappresentazione e dei modi di espressione della sessualità. Lo abbiamo esplorato con Mirko Lino, ricercatore universitario in Cinema, fotografia e televisione presso l’università dell’Aquila.

La vista sociologica  pone l’attenzione sui cambiamenti e le caratteristiche di questa nuova sessualità che si trasforma in rapporto alle nuove tecnologie digitali e virtuali. Ne abbiamo discusso con due interlocutori: Edi Canestrini, dottoranda in sociologia e counselor psicologico, ha effettuato molte ricerche sul tema sessualità e nuove tecnologie pubblicando diversi articoli e curando un volume edito dalla Franco Angeli; Costantino Cipolla, professore Alma Mater dell’Università di Bologna. Ha insegnato per molti anni sociologia della sessualità e ha curato molti volumi su questi temi.

L’ambito neuroscientifico scientifico è stato investigato  da Gaetano Tieri, Ph.D in Neuroscienze Cognitive e Sociali e responsabile del laboratorio di Realtà Virtuale di Unitelma Sapienza, e Martina Fusaro, Ph.D in Neuroscienze Cognitive e Sociali presso l’Università La Sapienza e IRCCS Fondazione Santa Lucia di Roma. La loro riflessione è basata sullo studio da loro realizzato Heterosexual, gay, and lesbian people’s reactivity to virtual caresses on their embodied avatars’ taboo zones.

 

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