Da molto tempo vado sostenendo che, per affrontare con successo le trasformazioni determinate dalla pervasività del digitale, le aziende devono strutturarsi con una Direzione HR in grado di progettare e gestire percorsi di Change Management centrati sulla valorizzazione dell’intelligenza collaborativa di tutti i suoi stakeholder, a partire dai dipendenti.
Un buon esempio è dato dal successo di realtà come R-Everse, un’azienda di ricerca e selezione del personale nata nel 2017 e diventata in due anni una S.p.A. con due milioni di fatturato e 40 persone impiegate. Il suo quid: ha applicato il modello collaborativo, tipico di realtà come Wikipedia e Airbnb, al recruiting. In pratica, attraverso una community esterna fatta di manager, detti Scout, riesce a trovare il candidato giusto. Gli Scout della community, distribuiti tra Italia, Germania e Austria, sono individuati secondo rigidi criteri, e alla fine di ogni processo di selezione vengono valutati anche dai candidati che hanno intervistato, proprio come i clienti di Uber fanno con gli autisti. Gli scout svolgono una serie di attività, in collaborazione con il recruiter, come:
Si tratta solo di un esempio, ma significativo del radicale cambiamento che stanno attraversando i processi HR. Ne parliamo con due testimoni, Marco Russomando, Direttore HR di Illimity, e Marco Cerri, senior It di RCS, uno degli Scout di R-Everse.






