La nuova normalità
Un celebre video apparso su YouTube tre anni fa annunciava l’avvento di una “nuova normalità”: nel filmato apparivano in rapida sequenza i contestatari di Occupy Wall Street, un bacio lesbico, una parlamentare che partecipava ad una votazione tenendo in braccio il figlio piccolo… In altre parole, una sintesi dei profondi cambiamenti valoriali che stanno attraversando la società, realizzata non da qualche cineasta intellettualoide o da un estremista del web, ma dalla serissima Danske Bank.
Gli inappuntabili banchieri danesi ci stavano dicendo una cosa molto semplice: ciascuno di noi può pensare ciò che vuole dei matrimoni gay o delle primavere arabe, ma se, come manager o imprenditore, non si rende conto di quanto sta avvenendo o, peggio, lo respinge sulla base di un sistema valoriale che rispecchia una normalità ormai “vecchia”, perde il contatto con il mercato: con i consumatori, i clienti, i propri dipendenti. La famosa gaffe di Guido Barilla, che ha pubblicamente affermato di essere contrario ai matrimoni omosessuali, ha fatto perdere alla sua azienda una fetta consistente di consumatori che, essendo costituita da gay o lesbiche, ha visto troncato il rapporto identitario con il brand, ovvero con ciò che detta le vere motivazioni all’acquisto.






