La social
organization, in cui si sostituisce la tradizionale gestione statica per processi e funzioni verticali con una dinamica fondata sulla crescita di community collaborative orizzontali, sta diventando sempre più diffusamente il modello di riferimento per le aziende pubbliche e private che vogliano ottenere i vantaggi derivanti dalla valorizzazione dell’intelligenza collaborativa diffusa al loro interno come al loro esterno.
Con uno slogan efficace postato attraverso l’hashtag #intelligenzacollaborativa su Twitter possiamo dire che si sta passando “dalla divisione alla con-divisione del lavoro”. In questo quadro è affascinante osservare la continua evoluzione della figura del community manager.
Quella che era una volta una posizione raramente presente in azienda e ancor più difficilmente gestita da persone interne all’organizzazione, è diventata sempre più centrale. Per cogliere la natura di questo cambiamento basta dare un’occhiata al Report 2013 di The Community Roundtable sullo Stato del Community Management: un documento atteso ogni anno dagli addetti ai lavori perchè offre sempre importanti spunti di riflessione. La ricerca di quest’anno non delude le aspettative.
Vediamo quindi qualche risultato proposto dai ricercatori.






