The Collaborative Organization. Parte prima: Cultura e Tecnologia

Collaborative organizationThe Collaborative Organization, scritto da Jacob Morgan, è il titolo di un libro pubblicato poche settimane fa negli USA, molto interessante per chi si occupa della trasformazione delle organizzazioni nell’ottica dei nuovi modelli di Management 2.0: “una guida strategica per affrontare le sfide del cambiamento derivanti dall’utilizzo di Tecnologie Sociali e processi di collaborazione emergente dal basso”. Il volume, arricchito da contributi di autorevoli esperti (da Dan Tapscott ad Andrew McAfee), si segnala per chiarezza espositiva e concretezza. Ho deciso quindi di rileggerne alcuni capitoli alla luce dei principi dello Humanistic Management 2.0. In questo post, cominciamo con una riflessione su due concetti chiave. Il primo è “emergente” (emergent), intendendo con emergente “ciò che diventa visibile o comincia ad essere notato” (nei termini che ci sono familiari almeno a partire dalla pubblicazione del romanzo collettivo che dà il nome a questo blog, “l’invisibile che diventa visibile”). Il secondo è “collaborazione” (collaboration) nel senso di “lavorare con qualcuno per creare qualcosa o raggiungere un obiettivo”. La sintesi “collaborazione emergente” indica in maniera precisa la direzione di sviluppo delle organizzazioni imprenditoriali: quella che guarda ai nuovi modi con cui le persone lavorano insieme per creare prodotti o servizi e risolvere problemi.

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