L’istituzione di ambienti sociali, insegna Weick, è un passaggio indispensabile nel processo di sensemaking. E’ una lezione che apprende presto anche Alice: dall’incontro con il Topo in poi tutte le tappe più rilevanti delle sue avventure sono segnate da scenette dialogiche, che rispecchiano e al tempo stesso rivoluzionano (il senso è nonsenso, il nonsenso è senso) le regole delle conversazioni fra adulti.Come osserva Celati, dopo quella con il Topo, “con gli altri animali della pozza delle lacrime, con la Duchessa, col Bruco, il gatto del Chesire, il Cappellaio Matto e soci. Sempre discussioni, contrasti verbali. Dice Alice ad un certo punto: “E’ davvero un peccato come questa gente litighi sempre. Ce n’è abbastanza da farti diventare matta” (capitolo VI).Se ci pensiamo bene, è lo stesso problema del management 2.0 e in generale del social networking: le conversazioni da molti a molti, peer to peer, eccetera, sono generative di significati nuovi ed alternativi rispetto a quello imposto dagli Standard del Pensiero Unico dello Scientific Management, ma non di meno richiedono delle regole di conversazione per non degenerare nel caos. Di qui la Netiquette. Curioser and curioser, una parola portmanteau, concetto chiave in Alice e nello Humanistic Management.
Ne parliamo nella nuova Nota del Progetto Alice Postmoderna pubblicata su NOVA100.






