Nei due post precedenti dedicati al testo di Bradley e McDonald sulla social organization, abbiamo discusso, nel primo, alcuni dei principi fondamentali su cui essa si basa (in particolare la “mass collaboration”) e, nel secondo, alcuni elementi di natura più operativa relativi alla definizione di una strategia per il lancio e la gestione di social media aziendali.
Concludevo questa seconda parte sottolineando come l’adattamento di una strategia 2.0 al contesto organizzativo sia essenziale. Ecco allora che Bradley e Mac Donald propongono un modello (“Six F Model”) per comprendere il grado di maturità della cultura organizzativa rispetto al passaggio da modelli gestionali 1.0 a modelli 2.0 nel momento in cui si intende affrontare la sfida di trasformare l’organizzazione tradizionale in una “social organization”.
Per calibrare tipologia di interventi e modalità è questo un passaggio decisivo: proporre una strategia di cambiamento troppo avanzata (o, al limite, troppo arretrata) rispetto al livello di comprensione e accettazione da parte dell’azienda e dei suoi leader di un modello manageriale evoluto, significa condannare in partenza il tentativo al fallimento.
Nel post pubblicato oggi su NOVA100 discuto quindi il Modello delle 6 F.






